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Frontex. “Anche i satelliti per sorvegliare i confini di mare e di terra”

Il commissario all'Industria Nelli Feroci: "Anche i dati del sistema Copernicus a disposizione dell'Agenzia delle Frontiere. Già dal prossimo anno"

Roma – 18 set 2014 – Il programma spaziale europea Copernicus potra' rappresentare un aiuto concreto per il programma dei controlli delle frontiere Frontex.

Lo ha detto oggi il commissario europeo all'Industria uscente, Ferdinando Nelli Feroci, durante la conferenza organizzata dall'Asi sul sistema Copernicus e le sue applicazioni.

''L'idea – ha spiegato Nelli Feroci e' di mettere a disposizione di Frontex i dati satellitari che derivano da Copernicus, per poter operare al meglio nel controllo delle frontiere sia di terra che marittime''. Un obiettivo a cui si sta lavorando e che potrebbe diventare realta' il prossimo anno.

Si tratta di uno dei tanti esempi delle ricadute concrete degli investimenti fatti negli anni sul programma Copernicus, coordinato e gestito dalla Commissione europea e con l'Agenzia spaziale europea cui e' affidato lo sviluppo dell'infrastruttura di osservazione della Terra.

''La governance e' complessa, ma gestibile'', ha detto Nelli Feroci che la prossima settimana conta di incontrare il suo successore. Lo scorso aprile e' stato raggiunto un accordo che assegna al programma per il periodo 2014-2020 circa 4,3 miliardi di euro di cui circa 900 milioni per i servizi e 3,4 miliardi per la componente spaziale, con l'Ue che copre 66% dei costi.

Copernicus utilizza dati dei satelliti e dei sensori a bordo di aerei o in mare per fornire informazioni e previsioni affidabili e tempestive a sostegno dell'agricoltura, dell'ssetto territoriale, della pianificazione urbana, della lotta agli incendi boschivi, delle emergenze dovute e catastrofi naturali. Lo scorso aprile e' stata lanciato il satellite Sentinel 1-A e il prossimo anno, ha ricordato Nelli Feroci, saranno lanciati altri due satelliti.

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