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Giornata della Memoria. Mattarella: “Leggi razziali una vergogna per l’Italia”

“Auschwitz ci insegna di quali orrori può essere capace l’uomo. Anche oggi odio, fanatismo e aberrazioni spargono sangue”

 

Roma – 27 gennaio 2016 – “Auschwitz, con tutto quello che racchiude e rappresenta, è un buco nero nella storia dell’umanità”. “Ci ricorda, ci insegna ogni giorno – ha aggiunto Mattarella – di quali orrori puo’ essere capace l’uomo, anche il piu’ istruito e apparentemente civilizzato, se si lascia catturare dall’odio, dal fanatismo, da teorie aberranti”. 

Lo ha detto oggi al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la celebrazione del Giorno della Memoria

“Odio, fanatismo e aberrazioni – ha sottolineato il capo dello Stato –  anche oggi spargono sangue innocente in tante parti del mondo, mettendo a rischio la pace, la civiltà e la convivenza. L’antisemitismo che talvolta si fa schermo di forme di antisionismo, non è mai completamente debellato”

Nel suo intervento Mattarella ha ricordato i tanti italiani che, durante l’occupazione nazista, “hanno nascosto, aiutato, salvato ebrei in fuga, a rischio della propria vita”. “Sono circa 500 – ha ricordato – gli italiani riconosciuti da Israele come ‘Giusti’ fra le nazioni. Diverse migliaia si adoperarono in vari modi per la salvezza degli ebrei”.

“Questo numero, non esiguo – ha però sottolineato il presidente della Repubblica-  non può far dimenticare l’onta delle leggi razziali. E soprattutto la circostanza che alla ‘caccia all’ebreo’ decretata dai nazisti in Italia, dopo l’8 settembre, parteciparono attivamente, con zelo e ferocia, in tanti”. 

Mattarella ha parlato anche della costruzione dell’Unione europea, che  “rappresenta la risposta politica, storicamente piu’ importante” all’odio e all’intolleranza, alle guerre, al culto della potenza, ai totalitarismi”. Oggi “è una illusione alzare muri e ricercare negli Stati nazionali una inverosimile sovranita’ perduta” 

“I nazionalismi – ha aggiunto – generano diffidenza, rivalità crescenti, contrapposizioni, ostilita’: una china pericolosa che abbiamo vissuto ne Novecento e alla quale statisti illuminati hanno contrapposto l’integrazione europea. È allarmante che tutto questo rischi di appannarsi, in Europa nella sensibilita’ comune e nella gente di alcuni governi”

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