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“I profughi? La globalizzazione che bussa alla nostra porta…”

Angela Merkel: “La nostra economia va verso altri Paesi, ma c’è anche chi viene da noi sapendo come viviamo bene qui. Ce la faremo”

 

 

 

 

Francoforte – 21 ottobre 2015 – Globalizzazione vuol dire esportare più facilmente i propri i prodotti in tutto il mondo, arricchendosi. Ma vuol dire anche diventare più facilmente la meta di chi, nel mondo, è molto meno fortunato di noi. 

È la lezione spiegata oggi da Angela Merkel a Francoforte, dal palco de confesso dell’IG Metall, il principale sindacato tedesco. 

“Finora e a grandi linee, la nostra esperienza di globalizzazione è stata: la nostra economia va verso altri altri paesi, vi apre delle fabbriche, vende dei prodotti. E il bilancio e’ positivo per l’occupazione in Germania e per le nostre aziende” ha ricordato al cancelliera. 

Adesso, però, “assistiamo a un processo inverso, è la globalizzazione che bussa da noi” “Quello che crediamo lontano da noi”, ha sottolineato Merkel riferendosi ai conflitti in corso in Medio Oriente o in Libia, “diventa un fatto concreto sotto forma di rifugiati”

“Dobbiamo imparare ad accettare – ha aggiunto la leader tedesca – un certo grado di immigrazione legale, questa è anche globalizzazione”. Del resto, “all’epoca degli smartphone non possiamo più richiuderci su noi stessi, la gente sa bene come viviamo in Europa“. 

Quest’anno in Germania è previsto l’arrivo di 800 mila profughi. Merkel, però, insiste: “Ce la faremo”. 

 

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