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Il caso. ‘Dopo le mie lettere a Salvini sono stata licenziata’

Roma, 18 marzo 2019 – Elizabeth Arquinigo Pardo, ragazza peruviana di 28 anni, è diventata nota per aver avviato un discorso costruttivo e civile con Matteo Salvini sul decreto sicurezza e sul tema dell’immigrazione. Le sue lettere rivolte al vicepremier, ricorderete, sono state pubblicate sul nostro sito.

Matteo Salvini l’aveva definita «amica»: la ragazza, residente in Italia da 18 anni, faceva l’interprete alla questura di Milano. Dalla sera alla mattina perà Elizabeth Pardo ha perso il suo lavoro, pare dopo l’arrivo in questura di una nota ad personam spedita direttamente dal Viminale.

Elizabeth Arquinigo Pardo racconta a Fanpage di aver perso il lavoro nel giro di pochissime ore, senza nessun preavviso né motivo. «Sono stata contattata fuori dall’orario lavorativo dalla mia responsabile, e mi è stato detto che dal giorno dopo non avrei dovuto più recarmi in Questura». Addirittura le sarebbe stato detto che se si fosse presentata al lavoro, le sarebbe stato impedito di entrare. Lei in realtà in Questura ci è andata lo stesso, e nessuno le ha sbarrato la porta. Pardo ha quindi cercato di capire il motivo del suo allontanamento: secondo quanto ricostruisce fanpage, alla Questura Milanese dove Elizabeth lavorava come interprete sarebbe arrivata una direttiva ministeriale ad personam spedita proprio dal ministero degli Interni che la esonerava dall’incarico.

La giovane non è riuscita a darsi una spiegazione valida, se non che la sua “colpa” risieda dell’attivismo per i diritti dei migranti che l’ha portata ad un’esposizione mediatica. Ad avvalorare l’ipotesi, il documento che i suoi colleghi hanno firmato proprio il giorno in cui lei è stata licenziata. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva, ricostruisce fanpage, dove i dipendenti affermano di non far parte di nessuna associazione, gruppo o movimento che sia incompatibile con il ruolo ricoperto, e di non essere legati a partiti politici che possano porre un conflitto di interesse con la posizione lavorativa. Questo documento alla ragazza peruviana non è mai arrivato.

Il problema è che, ora che è stata licenziata, Elizabeth Pardo vede a rischio la sua cittadinanza. «Non posso ottenere l’assegno di disoccupazione perché non ne ho diritto con questo tipo di contratto» spiega a Fanpage.it, che riporta come Pardo fosse stata assunta «con un contratto di collaborazione con da un’agenzia europea (EASO), che ha stipulato attraverso una cooperativa che faceva da intermediaria, e che aveva ricevuto l’appalto per fornire il servizio di traduzione». Non solo: «Non posso ottenere il reddito di cittadinanza, ma avere un reddito per me è fondamentale, per questo devo trovare subito un nuovo lavoro» continua Pardo parlando con il sito. Per questo motivo insieme al suo legale Andrea Maestri ha richiesto di accedere agli atti.

«Se venisse confermata la nostra ipotesi, cioè se dalle carte emergesse una discriminazione subita da Elizabeth, sarebbe un fatto inedito e gravissimo – spiega il legale Maestri a Fanpage.it – Chiederemo il risarcimento del danno non patrimoniale, il danno biologico ed esistenziale, per lesione della dignità umana e professionale della lavoratrice».

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