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Immigrazione e asilo. Il consiglio Ue: “Servono solidarietà e condivisione”

“L'Unione deve dotarsi di una politica efficace e ben gestita”. Le conclusioni del vertice dei Capi di Stato e di Governo

Roma – 30 giugno 2014 – “Di fronte a sfide quali l'instabilità in molte parti del mondo e le tendenze demografiche mondiali ed europee, l'Unione deve dotarsi di una politica efficace e ben gestita in materia di migrazione, asilo e frontiere, guidata dai principi di solidarietà ed equa condivisione delle responsabilità sanciti dal trattato, in conformità dell'articolo 80 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e garantendone l'effettiva attuazione”.

Lo hanno scritto i capi di stato e di Governo dei Paesi dell’Unione Europea nella conclusioni del Consiglio del 26 e 27 giugno. Occorre – aggiungono – adottare un approccio globale che ottimizzi i benefici della migrazione legale e offra protezione a coloro che ne hanno bisogno, affrontando nel contempo con decisione la migrazione irregolare e mettendo in opera una gestione efficiente delle frontiere esterne dell'UE”.

Ecco gli altri passaggi delle conclusioni dedicate alle politiche di immigrazione e asilo nell’Ue:

“Per restare una destinazione attrattiva per talenti e competenze, l'Europa deve sviluppare strategie intese a sfruttare al massimo le opportunità della migrazione legale attraverso norme coerenti ed efficaci, sulla base di un dialogo con la comunità imprenditoriale e le parti sociali. L'Unione dovrebbe altresì sostenere le iniziative degli Stati membri volte a perseguire politiche attive dell'integrazione che promuovano la coesione sociale e il dinamismo economico.

L'impegno dell'Unione per la protezione internazionale richiede una solida politica europea in materia di asilo fondata sulla solidarietà e la responsabilità. Il pieno recepimento e l'attuazione efficace del sistema europeo comune di asilo (CEAS) costituiscono una priorità assoluta. Ciò dovrebbe tradursi in norme comuni di livello elevato e in una maggiore cooperazione, creando condizioni di parità che assicurino ai richiedenti asilo le stesse garanzie di carattere procedurale e la stessa protezione in tutta l'Unione. Si dovrebbe procedere di pari passo con un rafforzamento del ruolo svolto dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), in particolare promuovendo l'applicazione uniforme dell'acquis. Pratiche convergenti rafforzeranno la fiducia reciproca e consentiranno di procedere verso le prossime fasi.

Affrontare le cause profonde dei flussi di migrazione irregolare costituisce una parte fondamentale della politica di migrazione dell'UE, il che, insieme alla prevenzione e alla lotta alla migrazione irregolare, contribuirà ad evitare le perdite di vite umane di migranti che intraprendono viaggi pericolosi. È possibile trovare una soluzione sostenibile solo intensificando la cooperazione con i paesi di origine e di transito, anche attraverso l’assistenza volta a rafforzare le loro capacità di gestione della migrazione e delle frontiere. Le politiche migratorie devono diventare una parte integrante molto più importante all'interno delle politiche esterne e di sviluppo dell'Unione, applicando il principio "di più a chi fa di più" e basandosi sull'approccio globale in materia di migrazione e mobilità. L'attenzione dovrebbe essere posta sui seguenti elementi:

•potenziamento ed espansione dei programmi di protezione regionale, in particolare nelle vicinanze delle regioni di origine, in stretta collaborazione con l'UNHCR; aumento dei contributi a favore degli sforzi di reinsediamento a livello mondiale, considerando in particolare l'attuale protrarsi della crisi in Siria;

lotta più incisiva contro il traffico e la tratta di esseri umani, incentrandosi sui paesi e le rotte prioritari;

•istituzione di un'efficace politica comune di rimpatrio e applicazione degli obblighi in materia di riammissione di cui agli accordi con i paesi terzi;

•piena attuazione delle azioni individuate dalla task force "Mediterraneo".

Lo spazio Schengen, che consente alle persone di viaggiare senza controlli alle frontiere interne, e il crescente numero di persone che viaggiano verso l'UE richiedono una gestione efficace delle frontiere esterne comuni dell'UE per garantire una forte protezione. L'Unione deve mobilitare tutti gli strumenti a sua disposizione per sostenere gli Stati membri nel loro compito. A tale scopo:

•la gestione integrata delle frontiere per le frontiere esterne dovrebbe essere modernizzata in maniera efficiente in termini di costi per assicurare una gestione intelligente delle frontiere con un sistema di ingresso/uscita e un programma per viaggiatori registrati, con il sostegno della nuova agenzia per i sistemi IT su larga scala(eu-LISA);

Frontex, in quanto strumento della solidarietà europea nel settore della gestione delle frontiere, dovrebbe rafforzare la sua assistenza operativa, in particolare per sostenere gli Stati membri esposti a forte pressione alle frontiere esterne, e aumentare la reattività ai rapidi sviluppi dei flussi migratori, avvalendosi pienamente del nuovo sistema europeo di sorveglianza delle frontiere EUROSUR;

•andrebbe vagliata, nel contesto dello sviluppo a lungo termine di Frontex, la possibilità di istituire un sistema europeo di guardie di frontiera per migliorare le capacità di controllo e di sorveglianza alle nostre frontiere esterne.

Allo stesso tempo occorre modernizzare la politica comune in materia di visti agevolando i viaggi legittimi e rafforzando la cooperazione consolare Schengen a livello locale,mantenendo nel contempo un elevato livello di sicurezza e attuando il nuovo sistema di governance Schengen”

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Conclusioni del Consiglio europeo. Bruxelles 26/06/2014 – 27/06/2014

 

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