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Lampedusa, proseguono no-stop sbarchi dei migranti. Ma Salvini non ne parla

Roma, 10 mag. (askanews) - La nave Mare Jonio della ong Mediterranea, con a bordo 30 persone salvate nel tardo pomeriggio di ieri a 40 miglia dalle coste libiche (tra cui 2 donne incinte, una bimba di un anno e altri 4 minori non accompagnati), è entrata in acque territoriali italiane, 12 miglia a sud di Lampedusa, ed "è stata raggiunta da due unità della Guardia di Finanza per un 'controllo di polizia'". Lo fa sapere Mediterranea sul suo profilo twitter: "Chiediamo ingresso in un porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e la bambina a bordo", si legge. Ieri la ong aveva fatto sapere di aver chiesto un porto sicuro al Centro di coordinamento dei soccorsi italiano (MRCC di Roma): "Ci è stati inoltrata una mail del Viminale che chiede di fare riferimento alle 'Autorità Libiche', quelle di un paese in guerra dove i diritti umani non esistono".

Lampedusa, 30 maggio 2019 – Proseguono gli arrivi di migranti a Lampedusa: dopo i venti soccorsi da una motovedetta della Guardia di Finanza in arrivo nel porto dell’isola, una quarantina sono sbarcati direttamente a terra a Cala Galera.

A segnalarlo sono stati alcuni abitanti che hanno avvertito le forze dell’ordine. Fino ad ora sono stati fermati in 38, fra cui tre donne incinte e 5 bambini, ma le persone sbarcate sarebbero in tutto 45. Quelli che mancano all’appello potrebbero essersi nascosti in alcuni anfratti dell’isola. Secondo alcuni testimoni, gli extracomunitari sarebbero stati lasciati a terra da un peschereccio, poi ripartito quasi certamente verso la Tunisia. I 38 migranti sono stati portati all’interno del centro di accoglienza dell’isola.

Nessuna comunicazione a riguardo, invece, da parte del Ministro degli Interni Salvini.

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