in

Libia sempre più nel caos, 3500 migranti rischiano di morire

Roma, 30 aprile – L’Onu si attende un peggioramento della già drammatica situazione umanitaria nella regione di Tripoli, oggetto dal 4 aprile di una dura offensiva militare da parte del generale Khalifa Haftar. “Dobbiamo aspettarci un deterioramento” della situazione umanitaria già “seria” nella regione di Tripoli, ha dichiarato all’Afp Maria do Valle Ribeiro, assistente dell’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé.

Da oltre tre settimane a sud della capitale libica sono in corso combattimenti tra le forze fedeli al governo di unità nazionale (GNA) e quelle dell’uomo forte della Cirenaica.

“Finché questa situazione continuerà, (…) dobbiamo aspettarci un deterioramento”, ha spiegato Maria do Valle Ribeiro. “Quando vediamo l’uso di risorse aeree, l’indiscriminato bombardamento di aree densamente popolate come abbiamo visto la scorsa settimana, è difficile essere ottimisti”, ha insistito la funzionaria delle Nazioni Unite, responsabile in particolare per gli aiuti umanitari.

Mentre 40.100 civili sono già fuggiti dai combattimenti, alcuni sono ancora bloccati in aree di combattimento di difficile accesso per i servizi di soccorso e gli aiuti umanitari. Inoltre, “3.500 migranti e rifugiati sono in pericolo nei centri di detenzione situati vicino agli scontri”, ha sottolineato la collaboratrice di Salamé, aggiungendo che 800 detenuti sono già stati evacuati.

Condividi su:

Migranti, in 55 sbarcano sulla costa jonica

Accolti 147 profughi dalla Libia, 68 minori