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Lo scenario. L’Europa si prepara ad un cambio delle politiche sull’immigrazione

Roma, 10 ottobre 2019 – “Questa iniziativa di Francia, Germania, Italia e Malta è sul tavolo. Credo che tutti gli Stati membri dovrebbero mostrare più responsabilità e prendere parte a questo sforzo comune. Non possiamo andare avanti così, con quanto accade nel Mediterraneo, non possiamo andare avanti con soluzioni ad hoc. 

Lo ha detto il commissario europeo alla Migrazione, Dimitri Avramopoulos, arrivando al Consiglio Interni a Lussemburgo. 

“Non possiamo più continuare con quello che sta succedendo nel Mediterraneo – aggiunge Avramopoulos – serve un meccanismo permanente, quello che è stato proposto a Malta è un meccanismo provvisorio almeno per i prossimi sei mesi. Oggi è il giorno in cui gli Stati hanno l’occasione di mostrare più responsabilità e solidarietà”. Avramopoulos ha poi aggiunto: “La migrazione non deve prevalere nel dibattito nazionale”.

Spagna: solidarietà sia estesa a tutto il Mediterraneo
“La Spagna punta sempre alla responsabilità e alla solidarietà nell’ambito delle politiche migratorie” ma la solidarietà deve essere applicata “nel Mediterraneo centrale, orientale o occidentale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska Gomez, arrivando al Consiglio Interni a Lussemburgo. “Nelle politiche migratorie il principio di responsabilità e solidarietà deve includere tutto il Mediterraneo e tutti i tipi di soccorsi, indipendentemente se si tratti di una nave di uno Stato o di una Ong – ha detto il ministro spagnolo – in questi termini, sosteniamo tutte le prospettive , azioni e progetti rivolti a questa responsabilità e solidarietà”.

Germania: arriverà sostegno all’accordi di Malta
“Esiste un accordo fondamentale tra Francia, Italia, Malta e Germania”, “sono abbastanza sicuro che molti paesi mostreranno il loro sostegno a tale soluzione, procedendo su questa base”. Lo ha sostenuto il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer arrivando al Consiglio Interni a Lussemburgo. “Stiamo aiutando nel settore Grecia-Turchia, stiamo aiutando nel settore Spagna-Portogallo e ora si sta discutendo la rotta del Mediterraneo centrale, forniremo una soluzione”, ha aggiunto il ministro tedesco. “C’è un un accordo tra questi paesi da tre settimane. Forniremo supporto per ogni nave e lo chiederemo, ma non è necessario che tutti e 27 Stati membri diano il loro via libera”, ha continuato. Seehofer ha ribadito che “molti paesi che si trovano alle frontiere esterne dell’Europa hanno accolto i rifugiati, la Grecia per esempio, dove il numero di rifugiati è raddoppiato negli ultimi due mesi, non possiamo chiedere alla Grecia di accogliere rifugiati anche dal Mediterraneo centrale”. Seehofer ha sottolineato comunque che sono diversi i paesi che non hanno ancora dato la loro disponibilità a condividere l’accordo di Malta: “i paesi di Visegrad non sono disposti a ricevere rifugiati ma ci sono altri modi per mostrare solidarietà, fornendo personale e finanziamenti”.

Francia: 10 paesi sostengono accordo Malta
Sull’accordo di Malta “siamo stati in grado di allargare il cerchio dei paesi a sostegno” di questo meccanismo “di ricollocamento rapido nel caso dell’arrivo di nuove navi. Ci sono circa dieci paesi pronti a prendere parte, e forse anche altri dopo i dettagli che abbiamo fornito”. Così il ministro francese dell’Ue Amélie de Montchalin.

Lamorgese: su intesa Malta oggi non do numeri
Sulle adesioni dei paesi all’accordo di Malta oggi “non do numeri. Quelli che hanno detto di sì sono quei tre o quattro stati che avevano già dato la loro disponibilità, tipo Lussemburgo, Irlanda. Dobbiamo operare perché l’accordo abbia una valenza anche per gli altri paesi. Speriamo di chiudere tra novembre e dicembre”. Così la ministra dell’interno Luciana Lamorgese al termine del consiglio dell’Ue a Lussemburgo. L’accordo di Malta comunque è “già operativo perché quando arrivano delle navi delle ong, le condivisioni le facciamo già, con Paesi che danno la loro disponibilità. Quindi l’attuazione c’è già, anche se non c’è niente di scritto. Ora a noi interessa che sia allargato il più possibile”. Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

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