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Mattarella: “Accogliamo i profughi, sono come gli ebrei in fuga dal nazismo”

Il discorso del presidente della Repubblica all’Europarlamento: “Servono regole nuove sull’asilo, gli accordi di Dublino sono superati”

 

Strasburgo – 25 novembre 2015 – “Il mondo è in movimento, sulle gambe di milioni di donne, uomini, bambini, spesso vittime di crudeli trafficanti di esseri umani: è un esercito inerme, che marcia alla ricerca della propria salvezza. Cosa possiamo opporre alle loro ragioni?  Non sono loro, che fuggono dalla violenza e dalla morte, il nostro nemico!”

Parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto oggi a Strasburgo davanti al Parlamento Europeo. L’appello all’Ue per “compiere, su tutti i terreni che ci vedono impegnati, scelte di maggiore unità”, si è tradotto anche in un invito ad accogliere i profughi e a riscrivere le regole che li riguardano. 

Mattarella ha paragonato i disperati che affrontano il Mediterraneo o la rotta dei Balcani agli “ebrei in fuga dal nazismo“, ai profughi della Seconda guerra Mondiale e a quelli che durante la guerra fredda rischiavano la vita per oltrepassare la cortina di ferro. “Si dirigono verso l’Europa – ha spiegato – vista non soltanto come luogo del benessere ma ancor di più come spazio di libertà, di tutela dei diritti, di pace”.

L’Europa non può “deturparsi” per diventare meno attraente, piuttosto “aggiorni le proprie regole per fronteggiare un fenomeno che è diverso, per natura ed entità, rispetto al momento in cui le regole sull’asilo furono scritte. Gli accordi di Dublino fotografano una realtà un passato che non c’è più. Per questo sono superati: superati dalla realtà che è un giudice inflessibile”. 

Servono “regole improntate a principi di umanità e sicurezza, di solidarietà e responsabilità” e comunque adeguate alla realtà nuova che abbiamo di fronte”. La scelta, ha sottolineato il presidente italiano, è tra “un’Unione che affronta i fenomeni cercando di regolarli e un’Europa che subisce gli eventi senza essere capace di governarli, con il conseguente aumento degli squilibri interni e della sfiducia tra i Paesi membri”. 

In pieno allarme terrorismo, i valori dell’Europa potranno riscuotere “riconoscenza e ammirazione anche per l’accoglienza e l’aiuto prestato a chi è in difficoltà”. Un messaggio importante, anche per “fiaccare la propaganda di odio e di morte seminata dal terrorismo fondamentalista”.

Mattarella ha chiesto infine di” onorare le offerte di aiuto ai Paesi lungo la rotta dei Balcani e del Mediterraneo orientale e di dare seguito agli impegni presi con i Paesi africani su cooperazione allo sviluppo e su mobilità. E’ giusto aiutarli e questa appare, del resto, l’unica strada per essere percepiti come partner credibili e per poter chiedere maggiore collaborazione sui rimpatri“.

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