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Mattarella: “Fieri e orgogliosi per i salvataggi nel Mediterraneo”

Il Capo dello Stato: “Evitiamo che la vita e le speranze di migliaia di esseri umani si perdano per sempre. Non accettiamo la tesi dello scontro di civilità”

 

Roma – 7 aprile 2016 –  La sfida delle migrazioni chiama gli stati europei a un impegno comune. Nel Mediterraneo si salvano vite e speranze, è c’è da esserne fieri. 

Lo ha ribadito ieri sera al Quirinale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo brindisi al banchetto in onore dei reali di Norvegia, Harald V e Sonia

“Le prove che ci troviamo a dover affrontare – ha detto il Capo dello Stato – sono di portata epocale. Il fenomeno delle migrazioni; il contrasto alla barbarie terrorista, che solo pochi giorni fa ha proditoriamente colpito il cuore dell’Europa e sta martoriando Africa e Medio Oriente; la lotta contro la povertà e la fame; la conservazione del pianeta, minacciato dall’inquinamento e da uno sfruttamento senza regole delle sue risorse”.

Le risposte, secondo Mattarella, devono essere “meditate, ferme, calibrate e, soprattutto, comuni“. “Norvegesi e italiani, civili e militari, collaborano fianco a fianco ogni giorno nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Afghanistan e in altre parti del mondo, nel quadro di diverse missioni internazionali”.

“Dobbiamo essere fieri e particolarmente orgogliosi – ha detto quindi Mattarella – del lavoro che, quotidianamente e congiuntamente, le nostre unità navali svolgono nel Mediterraneo, per evitare che la vita e le speranze di migliaia di esseri umani si perdano per sempre. Il Vostro impegno, in un mare che non bagna le Vostre coste ma che giustamente sentite anche Vostro, Vi fa particolarmente onore”. 

Capo Nord e Lampedusa rappresentano gli estremi del continente europeo, ma la distanza tra questi punti apparentemente lontanissimi è, in realtà, soltanto di natura geografica. La Vostra visita dimostra quanto i nostri popoli siano vicini e contribuisce a mettere in luce il nostro comune sentire, oltre che l’importanza e la qualità della collaborazione tra Norvegia e Italia”. 

Mattarella ha concluso il suo brindisi con una citazione del primo Segretario Generale delle Nazioni Unite, il norvegese Trygve Lie, che scrisse: “il mondo non potrà mai accettare la tesi della disperazione, la tesi di un conflitto irrevocabile e irriconciliabile”. La tesi, ha chiosato il Capo dello Stato, dello scontro di civiltà.

“Quelle parole, pronunciate più di 65 anni fa in un contesto profondamente diverso da quello attuale, convalidate dalla storia, mantengono ancora intatto il loro valore, la loro energia e, soprattutto, la loro carica di speranza. Sono certo che i nostri Paesi vi si riconoscono ancor oggi pienamente e che continueranno a lavorare, in ambito bilaterale e in campo multilaterale, perché la tesi della disperazione, del conflitto, della paura, non abbia mai a prevalere sull’ottimismo della ragione, della tolleranza e del dialogo“. 

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