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Medico di base fino a 18 anni per i figli degli irregolari in Emilia-Romagna

Accordo tra Regione e medici di famiglia, finora era garantito solo il pediatra fino a 14. L’assessore Venturi: “Scelta di civiltà e in linea con la Costituzione”

 

 

Bologna – 23 giugno 2016 – Si allarga l’assistenza sanitaria per i figli degli immigrati irregolari in Emilia-Romagna. Oltre al pediatra fino a 14 anni, diritto riconosciuto da due anni a questa parte, ora potranno avere anche un medico di famiglia, che li seguirà fino alla maggiore età. 

È il frutto di un accordo tra Regione e organizzazioni sindacali dei medici di famiglia (Fimmg, Snami, Smi, Intesa sindacale) appena approvato dalla Giunta regionale. 

Il medico potrà prescrivere visite specialistiche ed esami che si possono fare solo negli ospedali e ambulatori pubblici dell’Emilia-Romagna. I farmaci che il medico prescriverà saranno forniti solo dalle farmacie dell’Emilia-Romagna.

I genitori, spiega una nota della Regione, devono scegliere il medico nella sede dell’Azienda Usl del territorio dove vivono, e questo vale per tutti. Al momento della scelta, nel caso in cui si tratti di migranti senza permesso di soggiorno, allo sportello dell’Azienda viene consegnata loro la tessera sanitaria del proprio figlio o figlia con il codice Stp (Stranieri Temporaneamente Presenti).

La tessera sanitaria è valida solo in Emilia-Romagna, ha durata di un anno e si può rinnovare fino ai 18 anni solo se il ragazzo o la ragazza continuano a vivere sul territorio regionale. 

“È una questione di civiltà- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- e di rispetto per quanto è sancito dalla nostra Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

 

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