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Migranti. Rischio sanitario sulla nave Mare Jonio bloccata in mare

Roma, 10 mag. (askanews) - La nave Mare Jonio della ong Mediterranea, con a bordo 30 persone salvate nel tardo pomeriggio di ieri a 40 miglia dalle coste libiche (tra cui 2 donne incinte, una bimba di un anno e altri 4 minori non accompagnati), è entrata in acque territoriali italiane, 12 miglia a sud di Lampedusa, ed "è stata raggiunta da due unità della Guardia di Finanza per un 'controllo di polizia'". Lo fa sapere Mediterranea sul suo profilo twitter: "Chiediamo ingresso in un porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e la bambina a bordo", si legge. Ieri la ong aveva fatto sapere di aver chiesto un porto sicuro al Centro di coordinamento dei soccorsi italiano (MRCC di Roma): "Ci è stati inoltrata una mail del Viminale che chiede di fare riferimento alle 'Autorità Libiche', quelle di un paese in guerra dove i diritti umani non esistono".

Roma, 2 settembre 2019– C’è il forte rischio di una “emergenza igienico-sanitaria” a bordo della Mare Jonio. Per questo si chiede dalla nave di Mediterranea saving humans di aprire un porto.

A bordo di nave nel pomeriggio c’è stata la visita di una delegazione di Mediterranea e Pietro Bartolo, per portare provviste e verificare le condizioni dei naufraghi. La visita è stata seguita dalla portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba, l’armatore Alessandro Metz e Pietro Bartolo, europarlamentare e medico.

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