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Moschea a Milano, ancora un rinvio da parte del Comune. “Inaccettabile”

La commissione tecnica  chiede più tempo per valutare le proposte delle associazioni. Piccardo (Caim): "Tergiversano sul diritto di pregare"

 
Milano – 16 luglio 2015 – Moschee a Milano, una storia infinita. Il bando per la costruzione di tre nuovi luoghi di culto in città, destinati anche ai100 mila fedeli musulmani, si è chiuso lo scorso febbraio, ma finora si va avanti solo per rinvii.
 
Ieri è successo di nuovo. La commissione tecnica del Comune avrebbe dovuto aprire le buste dei progetti presentati da sette associazioni religiose per l‘assegnazione dell’ex palasharp, degli ex bagni pubblici di via esterle e di un terreno in via Marignani. E invece ha chiesto più tempo per esaminare la documentazione.
 
“Abbiamo presentato i progetti 5 mesi fa e tutte le scadenze fino ad ora annunciate dall'amministrazione sono state puntualmente disattese, tutte. A maggio il presidente della commissione aveva assicurato di concludere il processo entro fine maggio” protesta Davide Piccardo, portavoce del Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano. 
 
“Continuo a credere – denuncia Piccardo su Facebook – che non sia accettabile, che non sia degno tergiversare su un diritto fondamentale come quello di pregare. Credo che sia ancor meno accettabile quando il Comune di Milano applica nei confronti dei nostri centri islamici provvedimenti di chiusura”.
 
Intanto, alle titubanze del Comune, si aggiunge l’incognita della legge antimoschee varata dalla Regione Lombardia, proprio per ostacolare il progetto di Milano. Il testo ora è ancora al vaglio della Corte Costituzionale, dopo essere stato impugnato dal governo.
 
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