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Moschee in Italia. Alfano: “Soldi dall’estero, ma finora tutto legale”

Il ministero dell’interno: “Controlliamo che i soldi non  finanzino il terrorismo. Incostituzionale norma ad hoc solo per i musulmani”. La Lega Nord: “Ogni anno 18 milioni da Qatar, Arabia Saudita e Turchia”

 

Roma – 30 giugno 2016 – I luoghi di culto islamici sparsi per l’Italia, tra sale di preghiere, centri culturali e religiosi e (poche) moschee degne di questo nome, si finanziano anche con soldi che arrivano dall’estero, da Paesi a maggioranza musulmana. Questo non è contrario alla legge, né si potrebbe creare una norma ad hoc per impedirlo. 

Il tema è stato portato ieri per l’ennesima volta in Parlamento dalla Lega Nord, che durante il question time della Camera ha chiesto conto al ministro dell’Interno Angelino Alfano dei “18 milioni di euro all’anno che giungono da Paesi come Qatar, Arabia Saudita e Turchia, con l’obiettivo di finanziare ed estendere l’Islam nel nostro Paese”. “Ogni anno – ha specificato il deputato Guido Guidesi –   una fondazione del Qatar finanzia iniziative come queste per 6 milioni di euro; 4 milioni arrivano dalle associazioni e dalle Onlus turche e 8 milioni da quelle dell’Arabia Saudita”.

Quella fondazione del Qatar, ha aggiunto il leghista “pare abbia donato all’Ucoii [l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane ndr ]25 milioni di euro per costruire 33 moschee in Italia. Ma stiamo parlando della stessa fondazione che pare abbia nel 1997 finanziato Al-Qaeda e Bin Laden”. Di qui la richiesta “di una legge, che oggi non c’è e che sia tipo quella austriaca, sulla tracciabilità dei finanziamenti a questi luoghi di culto”.

Ma quanto c’è di vero nei “pare” citati dalla Lega Nord? Secondo Alfano, “il tema della raccolta dei mezzi finanziari a sostegno di possibili attività terroristiche, spesso mimetizzate da finalità di proselitismo religioso o da scopi apparentemente caritatevoli, è ben noto agli organismi di intelligence finanziaria del nostro Paese” e “il monitoraggio dei luoghi di culto islamico rappresenta una delle attività prioritarie di prevenzione cui dà il suo qualificato contributo informativo il comitato di analisi strategica antiterrorismo”.

Guardia di Finanza e altre forze di Polizia, ha spiegato il ministro dell’interno, hanno condoto una serie di attività di controllo straordinario, anche su finanziamenti dall’estero per i centri i aggregativi culturali e di culto islamico. “A tutt’oggi – ha spiegato però Alfano – non è emerso che queste movimentazioni di capitali sottendano fini illeciti”.

“Questo – ha aggiunto il ministro – non ci fa stare tranquilli; continuiamo a tenere sotto pressione la nostra macchina investigativa e siamo assolutamente attenti a che non ci siano delle evoluzioni negative di quanto invece finora non abbiamo riscontrato in termini di fattispecie criminali”. 

Quanto alla norma invocata dalla Lega Nord, se si farà dovrà riguardare i finanziamenti di tutti i luoghi di culto, non solo quelli islamici. “Qualsiasi intervento normativo impositivo di vincoli o di particolari obblighi di trasparenza finanziaria – ha ricordato infatti Alfano – non potrebbe mai essere rivolto specificamente ad una confessione religiosa, perché in questo caso si presterebbe il fianco a censure di incostituzionalità per lesione dei principi di uguaglianza e di libertà religiosa”.

 

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