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Profughi. Cir: “Bene l’Agenda Ue, così meno morti nel Mediterraneo”

Il Consiglio Italiano per i RIfugiati e il programma presentato dalla Commissione Europea. "Ecco quali sono le novità più importanti"

 
Roma – 14 maggio 2015 –   Ci sono "importanti aperture, per le quali le organizzazioni della società civile italiane ed europee si sono battute da tanti anni" nell’Agenda Europea sulle migrazioni e sul diritto d’asilo presentata ieri dalla Commissione Europea. Ne è convinto il Consiglio Italiano per i Rifugiati.
 
“È un’agenda complessa di politiche per i rifugiati” dice il direttore del CIR Christopher Hein. “Si parla di solidarietà tra Stati Europei, di messa in discussione del Sistema Dublino e di uno status europeo per i rifugiati. Si aumentano le possibilità per entrare in modo protetto in Europa e si rafforza il salvataggio in mare con l’ampliamento della missione Frontex. Sono risultati importanti. Se tutto questo verrà realizzato così come è scritto, il numero dei morti nel Mediterraneo potrebbe, a medio termine, effettivamete diminuire”.
 
Tra gli aspetti più rilevanti, segnala il CIR, sicuramente i programmi per garantire l’accesso regolare e protetto ai rifugiati nel territorio dell’Unione: 20.000 nuovi postio di reinsediamento per rifugiati da Paesi terzi, anche se ancora insufficienti, segnano un passo nella direzione giusta. Inoltre i richiedenti asilo, cominciando con quelli in Niger, avranno dei punti di contatto per presentare la loro richiesta di protezione.
 
“Ci battiamo da anni affinchè sia possibile chiedere protezione da Paesi terzi. Perché questa misura sia di reale sostegno ai rifugiati è però importante che, da una parte, le persone a cui verrà riconosciuta la protezione potranno effettivamente accedere al territorio europeo, dall’altra che in nessun modo venga impedito l’accesso spontaneo dei richiedenti asilo e rifugiati. Non dobbiamo creare enormi campi profughi alle porte dell’Unione, ma permettere l’ingresso sicuro a queste persone” continua Hein.
 
Il CIR accoglie con estrema soddisfazione un aspetto fortemente innovativo, la cui attuazione purtroppo dovrebbe avvenire solo in un secondo momento: la creazione di uno status uniforme di asilo valido in tutta l’Unione Europea. Un passaggio che segna la possibilità di lavorare e risiedere in uno stato membro diverso da quello che ha riconosciuto la necessità di protezione.
 
“Un tale status potrebbe effettivamente superare i grossi limiti del sistema Dublino, ovvero la forte riduzione della libertà di movimento in Europa per richiedenti asilo e rifugiati. Un sistema che ha un impatto drammatico sulla vita delle persone. Questo va di pari passo con il riconoscimento da parte della Commissione, per la prima volta in modo aperto, che questo Sistema non funziona e che dovrà esserci, a partire dal prossimo anno, una revisione importante” dichiara Hein.
 
Naturalmente il CIR ritiene positivo che i Paesi in prima linea con le frontiere marittime, prima di tutto l’Italia, potranno contare su un fondo supplementare, anche se poco più che simbolico di 50 milioni di euro, per affrontare l’impatto di un numero crescente di rifugiati e migranti. È anche la prima volta che Frontex non viene considerata più solo agenzia di supporto per la vigilanza delle frontiere, ma anche per il salvataggio in mare e si prevede di incrementare il budget di 27 milioni di euro nel periodo giuno-dicembre 2015.
 
“Con questa Agenda l’Unione Europea dimostra l’inizio di un’assunzione di responsabilità per l’insostenibile situazione nel Mediterraneo e comincia ad attuare il principio di solidarietà tra gli Stati membri così come previsto dal Trattato di Lisbona”.
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