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Profughi. “Canali di ingresso regolari per fermare le stragi”

L'appello all'Ue di associazioni e sindacati: "Chi fugge deve potersi rivolgere agli Stati e non ai trafficanti". "Il governo italiano ripristini Mare Nostrum"

Roma – 12 febbraio 2015 – L'ultima strage di centinaia di profughi annegati o morti di freddo nel Mediterraneo non può essere attribuita solo al "cinismo" dei trafficanti di uomini, che hanno fatto salire quelle persone sui barconi nonostante il freddo e il mare agitato. Poteva infatti "essere evitata, se il governo italiano non avesse deciso di sospendere Mare Nostrum".

È l'atto d'accusa firmato da UIL, ARCI, CGIL, LIBERA e SOS Razzismo contro la sostituizione di "un’azione dedicata alla ricerca e al soccorso in mare con l’operazione Triton, le cui finalità sono tutt’altre, e cioè il controllo e la sicurezza delle frontiere entro un raggio assai limitato".     

Sindacati e associazioni ricordano le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo il giuramento alla Camera su cosa debba intendersi per emergenza umanitaria. Quindi lanciano un appello all’Unione Europea e "in particolare alla vice Presidente della Commissione Federica Mogherini affinché promuova l’attivazione di canali d’ingresso regolari in grado di mettere in salvo i profughi, consentendo loro di rivolgersi agli Stati e non ai trafficanti".

"Facciamo appello anche al Governo italiano – aggiungono –  affinché scelga la protezione delle persone anziché quella delle frontiere.  Chiediamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di riattivare l’operazione Mare Nostrum in attesa che gli Stati dell'UE modifichino le loro politiche,  consentendo l’accesso regolare e in sicurezza alle nostre frontiere a chi fugge da guerre e persecuzioni".

"Questa – concludono UIL, ARCI, CGIL, LIBERA e SOS Razzismo – è anche l’unica via per contrastare efficacemente la criminalità e i trafficanti di essere umani".

 

 

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