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“Distribuzione dei profughi? No, grazie”, dopo la Francia, si sfila anche la Spagna

Aumentano i contrari al piano di Bruxelles per distribuire equamente l’accoglienza. Appello dell’Italia: “Niente passi indietro”

Roma – 18 maggio 2015 – "Niente quote obbligatorie di profughi". Si ingrossa il fronte dei contrari  alla proposta chiave della Commissione Europea per una gestione comune dell’accoglienza dei disperati che attraversano il Mediterraneo sui barconi. A scapito dell’Italia, dove continuano ad arrivare. 
 
Che ci fossero Paesi contrari non era un mistero. E non ci si illudeva, viste anche le dichiarazioni di David Cameron, su una partecipazione della Gran Bretagna, tra l’altro autorizzata a tirarsi fuori grazie alla clausola di opt out che può giocare nei rapporti con l’Ue. 
 
Sono state però quasi un fulmine a ciel sereno le dichiarazioni di ieri del primo ministro francese Manuel Valls, concordate tra l’altro con il presidente François Hollande: “Sono contrario all’instaurazione di quote di migranti. Questo non ha mai corrisposto alle proposte francesi. La Francia è invece favorevole a un sistema europeo di guardie di frontiera”.
 
"Mi auguro veramente che non si facciano passi indietro rispetto alle proposte della Commissione e alla loro condivisione” aveva risposto stamattina il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni. E la responsabile della politica estera dell’Ue Federica Mogherini sottolineava che la “forza” e la “credibilità “dell’Europa “nello scenario internazionale” dipendono anche  “dall’assunzione, per la prima volta, della responsabilità sulla condivisione dell’accoglienza”. 
 
Intanto, però si sfilava anche l’Ungheria. E il suo ministro per i rapporti con l’Europa Szabolcz Takacs spiegava che contrari alla distribuzione die profughi erano “anche altri Paesi: la Repubblica Ceca, la Slovacchia, i Paesi Baltici, la Polonia e il Regno Unito”.
 
Infine, ma solo per ora, è arrivato anche il no della Spagna. “Lo sforzo di solidarietà deve essere proporzionato, giusto e realista, cosa che la proposta della Commissione non è” ha detto il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo. E ha invitato Bruxelles a “rivedere la sua proposta”. 
 
Strada in salita dunque. Senza la maggioranza qualificata nel consiglio europeo, che riunisce i capi di stato e di governo dell’Ue, le quote di profughi da assegnare a ogni Paese dell’Unione rischiano di restare solo nella lista dei desideri. 
 
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