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Razzismo in ospedale, ‘Devi morire’ a paziente ivoriano

Roma, 25 febbraio 2019 – “Devi morire, torna al tuo Paese, non voglio vederti più”. A ripetere queste parole e a registrarle con il suo smartphone mentre gli venivano dette in presa diretta è Souleymane Rachidi, 20enne della Costa d’Avorio. Nel video-shock pubblicato sul suo profilo Facebook si vede il giovane coricato su una barella lungo il corridoio di un ospedale, che denuncia l’episodio di razzismo di cui è vittima. “Sono andato al pronto soccorso nella notte per un dolore al petto”, aggiunge nei commenti il ragazzo che si è recato nella struttura di Mercato di San Severino (Salerno). Secondo l’accusa a pronunciare le offese sarebbe stata un’infermiera. Aperta un’inchiesta interna.

La video-denuncia su Facebook
“Questa è l’Italia? Dove la vita umana non ha nessun valore, in un ospedale pubblico dove il dottore ti dice ‘devi andare al Paese tuo, devi morire perché sei nero'”, ha scritto il 20enne a commento del video-denuncia pubblicato sul suo profilo Facebook. “Dopo questo episodio – si legge ancora – ho deciso di non curami più e sono andato via da questo ospedale”. “Io sono fiero della mia razza – aggiunge – e sono fiero di colore della mia pelle… Andate a dire a Salvini che sono ancora vivo”.

Le proteste in Rete danno il via a un’inchiesta interna
Il video diffuso dal giovane via Facebook ha suscitato una pioggia di polemiche. Mentre qualcuno contesta la veridicità dei fatti, in tanti si scagliano contro l’operatrice, invocando provvedimenti contro la stessa da parte della direzione sanitaria.
E la risposta dall’ospedale non si sarebbe fatta attendere. Secondo quanto riporta L’occhio di Salerno “è stata aperta un’indagine per fare chiarezza sull’accaduto”. Sul giornale online locale si legge l’intervento di Giuseppe Longo, direttore dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona: “Abbiamo subito avviato tutte le verifiche per appurare cosa è accaduto. Ma qualunque sarà l’esito è importante tener presente che nel settore sanitario è fondamentale ancor di più il rispetto della dignità e dei valori della persona umana”.

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