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Renzi contro Lega Nord e Austria: “No a chi soffia sulla paura”

Il premier al quetion time: “Al Brennero puro esercizio di propaganda. Nessuna invasione, noi salviamo chi rischia di affogare. Vogliamo tornare a Schengen”

Roma  – 4 maggio 2016 –  Chiusura del Brennero, sbarchi in Italia, sospensione del trattato di Schengen. Tre temi affrontati oggi pomeriggio alla Camera al question time dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che se l’è presa con chi soffia sulla paura, in Italia e in Europa. 

“Ciò che abbiamo visto dall’altra lato del Brennero è assimilabile a puro esercizio di propaganda. La chiusura del Brennero è poco più che una provocazione che attiene al dibattito da campagna elettorale in corso in questo momento in Austria” ha sostenuto il premier rispondendo a un’interrogazione del deputato Lorenzo Dallai (Des-Cd), già presidente della provincia autonoma di Trento. 

Giocare con la paura rischia paradossalmente di rendere più forti coloro che sono più bravi ad agitare i fantasmi e gli spettri del passato. Un’operazione pericolosa, perché gioca con la paura e quando si gioca con la paura non è detto che il vincitore sia quello che rischia per primo” ha aggiunto Renzi, con riferimento al successo della destra xenofoba alle recenti elezioni in Austria. 

L’Italia per ora ha scelto al via del dialogo con l’Austria, ma se Vienna passerà dalle parole ai fatti, ad “elementi concreti”,  “ci attenderemmo immediatamente delle reazioni da parte dell’Unione europea” . “Visto che il tempo della propaganda non è infinito – ha concluso –  auspichiamo che l’Austria, e con l’Austria tutti gli altri Paesi europei, accettino l’approccio e l’impostazione del Migration compact”.

La Lega Nord, con Nicola Molteni, chiedeva invece a Renzi di “difendere i confini, difendere le frontiere, difendere gli interessi nazionali del nostro Paese”. Presentando la sua interrogazione il leghista ha parlato di “350 mila falsi profughi” che “dal 2014 ad oggi sono sbarcati in Italia, anzi, siamo andati a prendere sulle coste libiche” e dei “120 mila i falsi profughi che campano a scrocco sulla pelle degli italiani, utilizzando soldi pubblici”. 

Renzi ha sottolineato che “i dati che vengono citati e che parlano di un aumento del 50 per cento [degli sbarchi ndr] tra il 2016 e il 2015 sono dati falsi. I dati ufficiali sono i seguenti: 28.658 contro 27.500” arrivi nei primi quattro mesi dei ultimi due anni”. “Noi abbiamo una strategia precisa che è quella – lo dico con parole vostre – di aiutarli a casa loro. Siccome siamo un po’ meno brutali, pensiamo che questo si traduca in cooperazione internazionale, la stessa che per anni avete tagliato, si produca in un progetto dell’Africa, per l’Africa e con l’Africa, in grado di garantire a quei Governi di riuscire a dare un’occasione di lavoro”

“Ci sono 155 mila persone che sono arrivate lo scorso anno, voi preferite dire profughi a sbafo o a scrocco, e dite che noi siamo andati a prenderli in mare, sì, è vero, noi siamo andati a prenderli in mare, perché quando ci sono una donna e un uomo che rischiano di affogare, noi stiamo dalla parte della dignità. Scegliete la paura, noi stiamo dalla parte della dignità e l’interesse nazionale si difende difendendo i valori, non i vostri fantasmi”.

Infine, Ignazio La Russa puntava il dito contro la sospensione di Schengen e la proroga dei controlli alle frontiere in cinque Stati europei. “L’Italia diventerà – profetizza il deputato di Fratelli d’Italia – un enorme campo di accoglienza, da cui si può entrare liberamente dal sud, ma non si può uscire”.

“Noi siamo per tornare a Schengen” ha risposto Renzi. “Cosa ha fatto la Commissione ? Ha prodotto un documento, che si chiama Back to Schengen, che vuol dire «Tornare a Schengen», tornare ai principi di Schengen, approvando la richiesta italiana. Ci sono dei Paesi che vogliono prolungare i controlli e c’è l’impegno italiano e delle istituzioni, a partire dalla Commissione, in questo senso”. 

 

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