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Richiedenti asilo. “Posso andare in un Paese diverso dall’Italia?”

La scheda dell’Asgi su come funziona il Regolamento di Dublino. Dallo Stato competente a esaminare la domanda d’asilo alla libertà di movimento dopo il riconoscimento

 

Roma – 4 maggio 2016 – Solo una parte delle persone che attraversano il Mediterraneo per fuggire da guerre e persecuzioni vogliono finire il loro viaggio in Italia. Molte vorrebbero continuare il viaggio, per andare a chiedere asilo in altri Paesi europei. 

Questi progetti si infrangono spesso contro un muro chiamato Regolamento di Dublino III, l’insieme di norme europee che definiscono i criteri e i meccanismi per determinare lo Stato che dovrà farsi carico del richiedente asilo, esaminando e rispondendo alla sua domanda. In genere si tratta del Paese di primo ingresso, ma ci sono anche altre variabili da prendere in considerazione (minori non accompagnati o adulti, familiari già presenti in altri Stati, ingresso irregolare o regolare ecc.). 

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione ha preparato una scheda dedicata agli operatori che lavorano con i richiedenti asilo, che risponde alle principali domande sul regolamento di Dublino. “È strutturata come se fosse rivolta al richiedente asilo, per facilitare la trasmissione delle informazioni ai diretti interessati” spiega l’Asgi.

In particolare, la scheda  spiega i criteri in base ai quali le autorità stabiliscono quale sia lo Stato competente ad esaminare una domanda di asilo presentata in uno degli Stati dell’UE. Illustra inoltre le procedure previste nei casi di presentazione della domanda in un Paese diverso da quello competente, e le possibilità di soggiorno in uno Stato diverso dall’Italia successivamente al riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria da parte delle autorità italiane. 

Scarica: 

Asgi. “Posso andare in uno Stato europeo diverso dall’Italia?” Scheda per operatori che lavorano con richiedenti asilo

 

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