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Roma. Baobab: dopo un mese dallo sgombero 41 migranti ancora in strada

Roma, 17 dicembre 2018 – “E’ passato un mese dallo sgombero del presidio umanitario di Piazzale Maslax dove per oltre 18 mesi Baobab Experience in rete con altre associazioni ha prestato assistenza ad oltre 2000 migranti. Uno sgombero che nelle intenzioni di chi lo ha preteso doveva inibire l’arrivo di altri migranti nell’area mettendo la parola fine ad un flusso di transito sulla Stazione Tiburtina”. Lo ricorda l’Associazione Baobab experience. “Nonostante le pressioni e i continui sgomberi, ma soprattutto per la tutela di chi durante e dopo lo sgombero non è stato accolto, abbiamo proseguito a mantenere alta e vigile la presenza dei volontari a Piazzale Spadolini anche monitorando la situazione nei giorni successivi. Ora che un mese esatto è passato vogliamo tracciare un bilancio di quanto accade nello snodo ferroviario di Roma est”, continuano dal Baobab. “Ribadiamo che dallo sgombero del 13 novembre rimangono non accolti ancora 41 migranti, dei quali purtroppo 7 non risultano a noi più reperibili. Ricordiamo che tra le ormai restanti 34 persone orfane di accoglienza che proseguono nel dormire per strada dopo la chiusura di Piazzale Maslax ci sono 20 richiedenti la protezione internazionale e 12 tra titolari di protezione internazionale e speciale”, aggiungono. “Abbiamo anche un ragazzo con titolo per lavoro e un ultimo dalla condizione legale non regolarizzata. Tutte persone che come vediamo continuano a dormire all’addiaccio nonostante nella maggior parte dei casi sia accoglibile dalle istituzioni – quantificano dal Baobab -. A questa condizione drammatica si aggiungono i dati del nostro monitoraggio alla stazione Tiburtina, dove durante la giornata continuiamo a fornire i servizi di prima necessità e un orientamento socio-sanitario grazie anche alla collaborazione di volontari e attivisti presenti sul piazzale per molte ore al giorno”. In un mese esatto “abbiamo registrato l’arrivo di 48 migranti che in una buona parte dei casi erano stati dimessi da pochissimo dai centri nei quali erano stati accolti a seguito dello sbarco.

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