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Sbarchi, asilo, accoglienza. La crisi dei profughi spiegata ai ragazzi (e non solo)

Undici domande e risposte, per chiarirsi le idee al di fuori degli stereotipi. La bella “lezione” di Daniele Biella

 

 

Roma – 14 ottobre 2015 – Chi sono le persone che rischiano la vita nel Mediterraneo o lungo le rotte dei Balcani per arrivare in Europa? Da cosa fuggono? Quanto costa salvarle e accoglierle? Cos’è un “clandestino”? Che vuol dire chiedere asilo?…

Sono tante le domande che i ragazzi nelle nostre scuole potrebbero porre in questi mesi ai loro professori. Domande che meriterebbero risposte chiare, basate su dati di fatto, lontane il più possibile dagli stereotipi che inquinano e degradano il dibattito pubblico sull’immigrazione. 

Servirebbe una lezione, insomma, come quella preparata da Daniele Biella, 36 anni, giornalista ed educatore, autore del libro Nawal, l’angelo dei profughi. Pubblicata sullo scorso numero di Vita, è organizzata in undici domande e risposte che aiutano a chiarirsi le idee. Anche fuori dalle aule, dove forse ce n’è più bisogno. 

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Prima ora di lezione. Parliamo di immigrazione (per uscire dai luoghi comuni)

 

 

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