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“Senatore, cambiaci la vita”, l’appello degli Italiani senza cittadinanza

Un gruppo di figli di immigrati invia a Palazzo Madama mail e “cartoline cittadine” e prepara una mobilitazione per la riforma. Che però, intanto, resta nei cassetti 

 

Roma – 30 settembre 2016 –  Email e cartoline ai senatori perché si sveglino e cambino finalmente la legge sulla cittadinanza. È la prima mossa di un gruppo di figli di immigrati che hanno creato su Facebook la pagina Italiani senza cittadinanza e hanno deciso di rivolgersi in prima persona a chi, approvando la riforma, potrebbe cancellare quell’etichetta e “incidere concretamente sulla vita di migliaia di cittadini di questo Paese”. 

“Siamo giovani di diverse età, nati nelle città italiane o all’estero, ma tutti cresciuti nel Belpaese. Siamo tutti Italiani con una sola particolarità: non abbiamo un documento che lo possa testimoniare. Siamo figli di una patria che non ci riconosce” scrivono  Chouaib, Marwa, Younes, Paula e gli altri agli inquilini di Palazzo Madama. “I più grandi tra noi vivono in Italia ininterrottamente da decenni; abbiamo frequentato la Scuola con i figli e figlie o nipoti di tutti voi Senatori e Senatrici; abbiamo gli stessi sogni, le stesse idee e le stesse aspirazioni dei nostri amici, compagni e compagne di banco e colleghi”.

E se qualche senatore si chiedesse ancora “di dove sono” questi giovani, dovrebbe solo dare un’occhiata alle “cartoline cittadine” che gli Italiani senza cittadinanza hanno allegato alle mail. Scatti che li ritraggono da bambini o adolescenti nella loro italianissima quotidianità: Chouaib baby barista al primo anno di istituto alberghiero a Vittorio Veneto, Marwa col suo “vestitino verde speranza” in prima elementare a Reggio Emilia, Paula il suo primo giorno col “grembiule italiano” pronta ad andare nella sua nuova scuola a Roma, Younes quattordicenne al porto di Napoli insieme al compagno di banco: “Entrambi – racconta – ritenevamo che questa fosse casa nostra e qui il nostro futuro”.

Ecco perché quando (quando?) ricomincerà la discussione sulla riforma della cittadinanza,  “non si parlerà di problemi astratti, di miraggi lontani, di cifre, di numeri o statistiche. Si parlerà di Italia, di Italiani e Italiane, ossia anche delle nostre vite. Confidiamo che Lei – è l’appello che chiude la mail ai senatori – prenderà la scelta migliore per il Paese di tutti, grandi e piccini” . Per ribadire il concetto, il 13 ottobre (anniversario del voto sulla riforma alla Camera) gli  Italiani senza cittadinanza organizzeranno un flash mob davanti a Palazzo Madama e alle Prefettura di diverse città italiane. Intanto continuano a raccogliere sulla loro pagina Fb “cartoline cittadine” inviate da seconde generazioni di tutta Italia.

I senatori hanno comunque tempo per meditare, visto che per ora il disegno di legge 2092 “Disposizioni in materia di cittadinanza” resta  nei cassetti. Anche la prossima settimana, nelle sedute del 4, 5 e 6 ottobre, la Commissione Affari Costituzionali del Senato si occuperà d’altro. La ripresa dei lavori auspicata dalla stessa relatrice è ancora una volta rinviata.

Elvio Pasca

 

 

 

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