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Social card agli immigrati. “Domande impossibili, Inps e Poste applichino la legge”

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione chiede informazioni corrette e moduli aggiornati per chiedere il beneficio, che non è più riservato solo agli italiani.  "L'Italia rischia una nuova procedura d'infrazione"

Roma – 17 gennaio 2014 – Il diritto degli immigrati alla social card (o carta acquisti)  rischia di rimanere, si perdoni il gioco di parole, sulla carta.

La legge dice che da quest’anno anche i cittadini comunitari che risiedono in Italia e i cittadini extracomunitari titolari di un permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo possono avere la  carta prepagata sulla quale lo Stato carica ogni due mesi ottanta euro da spendere per comprare generi alimentari, pagare medicinali e bollette della luce e del gas. Un aiuto destinato agli ultrasessantacinquenni o ai minori di 3 anni (in questo caso il titolare è il genitore) con un reddito familiare basso.

Eppure, come Stranieriinitalia.it ha segnalato, né l’Inps, che eroga il contributo, né Poste Italiane, che attraverso i suoi sportelli raccoglie le domande e rilascia le social card, sembrano essersene accorte. Sulle loro pagine internet,  come su quelle dei ministeri del Lavoro e delle Finanze, c’è ancora il requisito la cittadinanza italiana, confermato pure dai loro call center. E se un immigrato meglio informato provasse a chiedere comunque la carta, non saprebbe che moduli usare, dal momento che quelli disponibili non sono stati ancora aggiornati.

Contro questa situazione interviene ora anche l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, che ha inviato una lettera all’Inps, ai ministeri del Lavoro e dell’Integrazione e, per conoscenza, anche l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Con un messaggio semplice e chiaro: bisogna applicare la legge.

“È necessario – scrive l’Asgi – un immediato aggiornamento dei citati siti web istituzionali nelle parti riportanti le informazioni sul beneficio della ‘carta acquisti’, così come si raccomanda una campagna d'informazione. Chiediamo, inoltre, che venga aggiornata tempestivamente la modulistica utile alla richiesta della carta acquisti in modo da consentirne la richiesta anche da parte dei cittadini non italiani aventi diritto”.

L’associazione ricorda che “il beneficio è stata esteso a seguito dell'avvio, da parte della Commissione europea di una procedura formale di infrazione del diritto UE (n. 2013/4009) e che violazioni del diritto UE e conseguentemente procedure di infrazioni possono essere azionate anche in presenza di prassi amministrative contrarie alle norme europee”. E aggiunge che “ l’estensione del beneficio deve ritenersi operante anche per i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria che pure sono equiparati ai cittadini italiani nell’ambito dell’assistenza sociale”.

Elvio Pasca
 

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