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Strage di Orlando. Trump rilancia: “Stop a immigrazione da Paesi musulmani”

Il candidato repubblicano: “Il Presidente può bloccare gli ingressi di categorie ritenute nocive. Omar Mateen era qui solo perchè abbiamo permesso alla sua famiglia di entrare”

Manchester (NH USA) – 14 giugno 2016 – Il killer di Orlando non era un immigrato, ma per Donald Trump la strage di domenica al Pulse è l’occasione per rilanciare la sua proposta di bloccare l’immigrazione negli Usa da Paesi musulmani. 

“Quello che voglio è senso comune. Voglio una politica pubblica sull’immigrazione che promuova i valori americani” ha detto ieri il candidato repubblicano alla presidenza degli Usa, nel corso di un comizio a Manchester, in New Hampshire. 

“Questa è la scelta che propongo al popolo americano. Una politica pubblica dell’immigrazione disegnata per portare benefici all’America o la politica radicale dell’immigrazione di Hillary Clinton disegnata per beneficiare interessi particolari politicamente corretti”. 

Secondo Trump, il “catastrofico” programma sull’immigrazione di Clinton “porterà molta più  immigrazione islamica radicale in questo Paese, minacciando non solo la nostra sicurezza, ma il nostro stile di vita”. 

“Le leggi sull’immigrazione degli Stati Uniti – ha spiegato –  danno al presidente il potere di sospendere gli ingressi di ogni categoria di persone che ritiene nociva agli interessi o alla sicurezza degli Usa”. “Io userò quest potere per proteggere il popolo americano”. 

“Quando sarò eletto – ha promesso Trump – sospenderò l’immigrazione dalle aree del  mondo dove c’è una storia documentata di terrorismo contro gli Usa, l’Europa o i nostri alleati, finchè non capiremo come porre fine a queste minacce. Dopo un esame lungo, imparziale e da tempo necessario, svilupperemo una politica dell’immigrazione responsabile che serva gli interessi e i valori dell’America”. 

Rimane il fatto che Omar Mateen, il terrorista di Orlando, era nato negli Usa ed era cittadino americano. “La morale della favola – ha tagliato corto Trump – è che l’unica ragione per cui il killer era in America è perché abbiamo permesso alla sua famiglia di venire qui”. 

 

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