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Ue e immigrazione. Gentiloni: “Ora è problema di tutti, puntiamo sulla cooperazione”

Il ministro degli Esteri a Bruxelles: "Noi nell'Ue siamo quelli più sotto pressione, ma Paesi come Tunisia, Giordania, Libano, Turchia, hanno la pressione di milioni di migranti"

Bruxelles – 17 marzo 2015 – Sull'immigrazione "c'è un contesto nuovo, sul piano dell'assunzione della responsabilità politica: tra i 28 Paesi dell'Ue. Non c'è la percezione che il problema riguardi solo i paesi del sud europeo. I flussi migratori che arrivano dalla Libia, non si fermano in Italia ma arrivano in Europa. La dimensione del problema va dalla Sicilia alla Svezia, non riguarda solo alcuni membri dell'Unione", per questo “la Ue deve avere una strategia dell'immigrazione.

Così Paolo Gentiloni, che ieri a Bruxelles ha partecipato al consiglio dei ministri degli Esteri dell'Ue. "L'Ue per ora, rispondendo a una nostra richiesta, ha semplicemente deciso di stanziare fondi aggiuntivi sull'operazione Triton, ma di ben altro rafforzamento si sta discutendo e lo si fara' nel mese e mezzo che manca alla definizione dell'agenda europea sull'immigrazione".

Per la prima volta dopo oltre dieci anni, all'ordine del giorno del consiglio esteri c'era la politica europea dell'immigrazione, della quale di solito si occupano i ministri degli Interni.  Inevitabile, però, che i capi delle diplomazie europee affrontino il tema, visto che nel nuovo approccio sostenuto dall' Alto Rappresentante per la Politica estera comune, Federica Mogherini, e dal commissario europeo all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos, è previsto un rafforzamento della cooperazione con i Paesi terzi di origine e di transito dei migranti.

Quei Paesi potrebbero gestire i flussi, ma anche partecipare ai salvataggi in mare. Secondo Gentiloni, "si possono ottenere ottimi risultati, come in passato e' successo con Tunisia, Marocco, Balcani occidentali, e ultimamente con la Turchia", da dove qualche mese fa erano partite grandi navi cariche di migranti, "ma poi con l'intesa tra i due governi quelle partenze sono completamente cessate".

Riguardo all'emergenza umanitaria nel Mediterraneo, il ministro ha ricordato che "noi tra i paesi Ue siamo quello piu' sotto pressione, e parliamo di 100 – 200 mila migranti; ma Paesi come Tunisia, Giordania, Libano, Turchia, hanno la pressione di milioni di migranti; L'Ue deve poter contare sulla collaborazione di quei paesi, e deve cooperare con politiche di sostegno molto solide".
 

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