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Ungheria, nuova campagna media anti-migranti

Budapest, 19 febbraio 2019 – L’Ungheria ha lanciato una nuova campagna media anti-immigrati prendendo di mira George Soros e il capo della Commissione Jean-Claude Juncker, accusati di favorire l’immigrazione illegale, accuse che Bruxelles ha subito bollato come “fake news”. La pagina Facebook del governo di Budapest spiega che la campagna, finanziata con il denaro dei contribuenti, comprende manifesti con le immagini del miliardario liberal Usa Soros e di uno Juncker sorridente sopra le parole “Anche voi avete il diritto di sapere cosa sta preparando Bruxelles”. “Vogliono introdurre le quote obbligatorie dui accoglienza, indebolire il diritto degli stati membri alla difesa dei confini, facilitare l’immigrazione con visti da migranti” si legge. Il governo di destra di Viktor Orban, che si è spesso scontrato con la Ue sulle migrazioni, ha già intrapreso campagne simili in passato, tra cui “Fermiamo Bruxelles” e “Non lasciate che Soros rida ultimo”. Negli ultimi anni Orban ha definito l’88enne filantropo e investitore “nemico pubblico” perchè sosterrebbe un’immigrazione incontrollata di massa. Allo stesso tempo Orban è accusato di usare temi classici dellì’antisemitismo per screditare Soros, accuse che smentisce. “Bruxelles continua a sostenere l’immigrazione illegale” ha detto Zoltan Kovacs, portavoce del governo, ai giornalisti a Budapest. “Gli ungheresi devono saperlo ed è per questo che è stata lanciata l’ultima campagna d’informazione” ha aggiunto, negando che faccia parte della campagna per le prossime elezioni dell’europarlamento. Secondo Kovacs nei “cassetti di Bruxelles” ci sono piani per aumentare i finanziamenti alle ong e per creare un fondo speciale per i migranti. Il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas ha definito la campagna “fake news”. “il governo ungherese elemosina credulità” ha detto in un briefing a Bruxelles, “E’ scioccante che una teoria del complotto tanto ridicola compaia su media ufficiali con tanto spazio. Non c’è complotto, gli ungheresi meritano fatti non finzione”.

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