in

Bonus 200 euro, che cos’è l’esonero contributivo

Roma, 16 giugno 2022 – Nella prossima busta paga, quella di luglio, arriverà il bonus 200 euro. Sappiamo che per i dipendenti pubblici e per i pensionati l’incentivo arriverà in automatico, mentre tutti gli altri dovranno presentare una specifica autodichiarazione al proprio datore di lavoro. Vediamo tutti i dettagli.

bonus 200 euro

Bonus 200 euro, come funziona l’autodichiarazione

Affinché un lavoratore dipendente possa ottenere il bonus 200 euro, non deve essere titolare di trattamenti pensionistici o di reddito di cittadinanza. In quei casi, infatti, il beneficio arriva automaticamente tramite l’Inps. Inoltre, deve avere un reddito annuo sotto i 35mila euro, e deve aver usufruito dell’esonero contributivo dello 0,8% nel primo quadrimestre 2022. Di cosa si tratta? La legge di Bilancio ha previsto per il 2022 uno sconto sulla quota dei contributi previdenziali pari allo 0,8%, destinato ai lavoratori dipendenti con retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per 13 mensilità, fino a 2.692 euro. Ovvero circa 35mila euro annui. In conclusione, quindi, per ricevere l’incentivo è sufficiente aver avuto un reddito imponibile mensile di massimo 2.692 euro in uno dei primi quattro mesi del 2022. Questo requisito, però, non riguarda i lavoratori domestici.

I dipendenti privati, perciò, dovranno consegnare all’ufficio paghe aziendale una autocertificazione in cui si dichiara di aver beneficiato per almeno un mese del 2022 dell’esonero contributivo pari allo 0,8%. Per scoprire se si ha usufruito o meno dell’esonero, è sufficiente controllare che nel cedolino dello stipendio ci sia una voce ad hoc. “Il lavoratore dovrà quindi spulciarsi le buste paga del periodo gennaio-aprile 2022. E controllare se la suddetta riduzione contributiva dello 0,8% abbia avuto luogo in almeno una di quelle quattro buste paga“, spiegano ancora da Caf Acli.

Se si hanno uno o più lavori, poi, per ottenere il bonus 200 euro, “il dipendente, laddove titolare di più rapporti di lavoro, potrà chiedere il pagamento dell’indennità una tantum a un solo datore di lavoro, dichiarando a quest’ultimo di non avere fatto analoga richiesta ad altri datori di lavoro”, si legge nel messaggio dell’Inps.

>> Tutte le notizie di Stranieri in Italia

Clicca per votare questo articolo!
[Totale: 0 Media: 0]

Colf e badanti. Diritto alle ferie: quanti giorni spettano annualmente? È possibile rinunciarvi in cambio di una retribuzione aggiuntiva? L’esperto risponde

immigrati

Migranti, l’hotspot di Lampedusa rischia il collasso: 1.155 ospiti a fronte di 350 posti disponibili