Manifestazione davanti all’Eurocamera dopo la crisi migratoria nella città autonoma spagnola. Presenti Weber, Montserrat, esponenti di Fratelli d’Italia e dei Patrioti. Il centrodestra europeo attacca il governo Sánchez.
Roma, 2 settembre 2026 – La crisi migratoria di Ceuta entra direttamente nel confronto politico europeo. Il Partito popolare europeo ha organizzato a Bruxelles un flashmob davanti alla sede del Parlamento europeo per chiedere un rafforzamento della difesa dei confini dell’Unione e contestare la gestione degli arrivi da parte del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez.
La manifestazione si è svolta sull’esplanade Altiero Spinelli, davanti all’ingresso dell’Eurocamera. All’iniziativa hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del Ppe, anche esponenti del gruppo Ecr – tra cui una delegazione di Fratelli d’Italia – e dei Patrioti. Tra i presenti anche il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber e la segretaria generale del Ppe Dolores Montserrat.
Al centro della protesta la situazione della città autonoma spagnola situata sulla costa nordafricana, divenuta nelle ultime settimane uno dei principali punti di tensione nella gestione della frontiera esterna dell’Unione europea. Sugli striscioni esposti durante il flashmob sono comparsi messaggi a sostegno della difesa di Ceuta e contro gli ingressi irregolari.
Montserrat ha accusato duramente il governo Sánchez, chiedendo il rimpatrio dei migranti irregolari e una maggiore protezione dei confini europei. La dirigente del Ppe ha inoltre sostenuto che l’esecutivo spagnolo fosse stato informato in anticipo dalle forze di polizia del rischio di arrivi su larga scala e ha criticato la politica di Madrid nei confronti del Marocco. Si tratta di accuse politiche formulate dal Ppe nel corso della manifestazione.
Per i promotori dell’iniziativa, la situazione di Ceuta non dovrebbe essere considerata esclusivamente una questione interna spagnola, ma un problema che riguarda l’intera Unione, trattandosi di una delle sue frontiere esterne. Una posizione condivisa anche dal capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, secondo cui Ceuta costituisce un avamposto europeo nel continente africano e la protezione del territorio deve quindi essere affrontata in una prospettiva comunitaria.
Il flashmob assume anche un chiaro significato politico. Fidanza ha evidenziato la presenza congiunta delle diverse componenti del centrodestra e ha collegato l’iniziativa alla prospettiva di una maggiore unità delle forze conservatrici.
La mobilitazione di Bruxelles conferma così come la crisi migratoria di Ceuta stia rapidamente superando la dimensione spagnola. Dopo le misure economiche e di sicurezza varate da Madrid, il dossier diventa anche terreno di confronto tra le diverse famiglie politiche europee, riaprendo il dibattito sul controllo delle frontiere esterne, sui rimpatri e sulla responsabilità dell’Unione nella gestione dei flussi migratori.


