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Flussi, Ero Straniero: un’altra occasione persa per fermare l’irregolarità prodotta dal sistema di ingresso per lavoro

Roma, 19 novembre 2025 – Un’altra occasione mancata. È questo il giudizio espresso dalle organizzazioni promotrici della campagna Ero Straniero all’indomani dell’approvazione alla Camera dell’ennesimo decreto legge in materia di ingresso per lavoro. Pur introducendo alcuni correttivi, il provvedimento viene ritenuto incapace di incidere sui nodi strutturali di un meccanismo considerato da più parti “scassato”, come lo stesso sottosegretario Mantovano lo ha definito.

Limiti strutturali che non vengono affrontati

“Il decreto – affermano le organizzazioni promotrici – non interviene sugli aspetti più critici del sistema degli ingressi per lavoro, che da anni producono irregolarità e precarietà invece di prevenirle. Ci si limita a piccoli aggiustamenti, destinati a rivelarsi inefficaci all’interno dell’attuale disciplina”.

Tra gli aspetti positivi, la campagna riconosce l’avvio di un progressivo superamento del rigido sistema delle quote, con l’estensione degli ingressi extra-quota nel settore dell’assistenza agli anziani e alle persone con gravi disabilità. Tuttavia – sottolineano le organizzazioni – nessun intervento ha riguardato le conseguenze più gravi dell’impianto vigente: la produzione di irregolarità tra lavoratori e lavoratrici entrati regolarmente con il decreto flussi, come più volte documentato nei dossier annuali e nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali.

Numeri che raccontano una precarietà diffusa

I dati forniti dal Viminale (aggiornati a giugno 2025) mostrano un quadro inequivocabile. Tra coloro che hanno partecipato ai click day:

  • solo il 20% degli ammessi con il flusso 2023
  • e appena il 12% del flusso 2024

hanno effettivamente sottoscritto un contratto e ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro.

La quota restante vive con ogni probabilità in una condizione di totale precarietà, senza documenti e quindi a rischio sfruttamento. Si tratta spesso di lavoratori stagionali che entrano in Italia regolarmente con un visto richiesto da un datore di lavoro, ma che poi non riescono a finalizzare il rapporto per ragioni a loro non imputabili: ritardi burocratici, disfunzioni degli Sportelli Unici, o nei casi peggiori, reti criminali.

La richiesta urgente: un permesso temporaneo per chi resta senza tutele

Per la campagna Ero Straniero, l’unica risposta immediata e realistica è il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca occupazione a coloro che si ritrovano in irregolarità dopo essere entrati regolarmente. Sono persone che hanno seguito le procedure previste, ma che per cause esterne sono state spinte nell’irregolarità.

“Si tratta di vittime inconsapevoli di un sistema che non funziona – affermano le organizzazioni – e non di irregolari per scelta. Continuare a ignorare questa evidenza significa alimentare sfruttamento, insicurezza e lavoro nero”.

La riforma necessaria: superare i click day e creare canali flessibili

Secondo le associazioni, non è più rinviabile una riforma complessiva del sistema di ingresso per lavoro. Serve superare definitivamente la logica del click day, giudicata iniqua e inefficiente, e introdurre canali diversificati, programmabili e flessibili, come previsto dalle proposte elaborate da Ero Straniero.

Solo strumenti di ingresso più realistici, accessibili e rispondenti alle reali esigenze del mercato del lavoro possono evitare la nascita di nuove sacche di irregolarità, oggi letteralmente prodotte dal sistema stesso.

Una campagna larga e consolidata

La campagna Ero Straniero è promossa da una rete ampia e autorevole di organizzazioni: A Buon Diritto, ActionAid, ASGI, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Oxfam, Arci, CNCA, CILD. Da anni queste realtà monitorano e denunciano il funzionamento distorto delle politiche di ingresso, chiedendo interventi strutturali capaci di coniugare diritti, legalità e reale efficacia.

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