Roma, 8 maggio 2026 – Le espulsioni di cittadini algerini irregolari dalla Francia sono riprese. A confermarlo è stato il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, che ha annunciato oltre 140 rimpatri dall’inizio dell’anno, segnando una schiarita nei rapporti tra Parigi e Algeri dopo una lunga fase di tensione diplomatica.
Il ministro ha spiegato che le procedure sono ripartite dopo la sua visita in Algeria, avvenuta a metà marzo. Secondo Nuñez, il dialogo con le autorità algerine ha permesso di sbloccare una situazione rimasta congelata per circa un anno. La ripresa delle espulsioni era già stata segnalata a fine marzo dalla Cimade, associazione francese impegnata nella difesa dei diritti dei migranti, ma finora il ministero dell’Interno non aveva fornito una conferma ufficiale.
Nuñez ha rivendicato il miglioramento dei rapporti operativi con Algeri, pur riconoscendo che i numeri restano ancora limitati. Il ministro ha affermato che la Francia dovrà “fare meglio” e “fare di più”, confermando la volontà di proseguire il dialogo con il governo algerino.
Il dossier è particolarmente sensibile per Parigi. Nei centri di detenzione amministrativa francesi, secondo i dati indicati dal ministro, si trovano poco più di 700 cittadini algerini irregolari su circa 2.000 posti disponibili, una quota stimata tra il 30 e il 40% del totale.
La ripresa dei rimpatri si inserisce in un contesto diplomatico complesso. Le relazioni tra Francia e Algeria si erano nuovamente deteriorate a partire dall’estate del 2024, dopo il riconoscimento da parte di Parigi della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, territorio al centro di un conflitto che da decenni contrappone il Marocco al Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria.
L’arrivo di Nuñez al ministero dell’Interno ha però segnato un cambio di tono rispetto alla linea del suo predecessore, Bruno Retailleau, più incline allo scontro con Algeri. Il nuovo ministro sembra puntare su una ricomposizione pragmatica dei rapporti, soprattutto sui temi di sicurezza, immigrazione e rimpatri.
La ripresa delle espulsioni non chiude comunque il contenzioso politico tra i due Paesi. Rappresenta però un segnale concreto di riapertura del canale diplomatico, in un momento in cui la Francia cerca di rafforzare l’efficacia delle procedure di allontanamento e l’Algeria resta un interlocutore indispensabile per l’esecuzione dei rimpatri dei propri cittadini irregolari.


