Roma, 21 novembre 2025 – La Grecia sta valutando, insieme alla Germania, la creazione di centri di rimpatrio per i migranti in Paesi africani considerati sicuri. Lo ha dichiarato il ministro ellenico dell’Immigrazione e dell’Asilo, Thanos Plevris, in un’intervista all’emittente pubblica Ert.
Secondo Plevris, sono in corso colloqui con diversi Stati africani disponibili ad accogliere migranti che non possono essere rimpatriati nei loro Paesi d’origine. Il progetto, ha precisato, non rientra in un’iniziativa dell’Unione Europea ma nasce su impulso di singoli Stati membri, con Atene e Berlino in prima linea.
Il ministro ha sottolineato che, per essere un deterrente efficace contro l’immigrazione irregolare, questi centri dovrebbero trovarsi al di fuori dell’Europa. «Immaginate di prendere un egiziano e mandarlo in Uganda», ha affermato, spiegando la logica di esternalizzare le procedure di rimpatrio.
Plevris ha inoltre riferito che gli arrivi dei migranti in Grecia sono in calo: circa 23.000 nel 2024, contro i 12.000 registrati finora quest’anno.
Un funzionario del ministero dell’Interno tedesco, intervistato da Politico, ha confermato l’esistenza di un interesse comune tra Grecia e Germania per soluzioni definite “innovative” allo scopo di ridurre l’immigrazione irregolare. Durante l’incontro del 4 novembre, i due Paesi avrebbero discusso la possibilità di coinvolgere un gruppo di Stati membri e stanno lavorando, a livello europeo, alla definizione della base giuridica necessaria per un futuro regolamento sul rimpatrio.
Il progetto rimane ancora in una fase preliminare, ma rappresenta uno dei segnali più concreti del tentativo di alcuni Paesi europei di esternalizzare la gestione delle migrazioni, seguendo un modello già adottato o avviato in altre regioni, come l’accordo tra Italia e Albania o le politiche britanniche verso il Ruanda.


