in

Il caso. Asilo politico a gay albanese: “In patria sarebbe perseguitato”

È la prima volta in Italia. Anche se in Albania la legge non punisce l’omosessualità, il contesto sociale è ostile

PISTOIA – È omosessuale e per questo motivo, tornando in patria, sarebbe in pericolo.

Con questa motivazione il mese scorso è stato riconosciuto lo status di rifugiato a un giovane albanese che vive a Pistoia. È il primo caso nel nostro Paese e potrebbe diventare un precedente importante per le persone che vivono la stessa situazione.

"Il ragazzo era entrato legalmente in Italia ed aveva ottenuto un permesso di soggiorno. Durante il suo soggiorno ha dichiarato la sua omosessualità allontanandosi anche da suoi amici albanesi, che però sono venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale. Successivamente anche la famiglia del ragazzo è stata informata, tramite gli amici che vivono in Italia, della sua omosessualità e lui ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte" racconta Bert d’Arragon, presidente Arcigay Toscana.

Scaduto il permesso di soggiorno, Leon (il nome è di fantasia) non ha avuto il coraggio di tornare in Albania e si è rivolto all’Arcigay che, con la collaborazione dei suoi legali e del centro antidiscriminazione della Provincia di Pistoia, ha curato la domanda d’asilo. Alla base della richiesta di protezione la tesi che se la legge albanese non punisce l’omosessualità, il contesto sociale è comunque ostile ai gay, e quindi un eventuale rimpatrio del ragazzo, che intanto era stato colpito da un decreto di espulsione, lo avrebbe esposto a troppi pericoli.

La battaglia di Leon, sostenuta da diversi esponenti politici (Vladimir Luxuria, Mercedes Frias, Giampaolo Silvestri, Romana Sansa e Giovanni Russo Spena), ha incontrato al disponibilità del Viminale e del Consiglio Italiano per i rifugiati, fino al riconoscimento dello status di rifugiato da parte della commissione territoriale che curava la domanda. "Una decisione presa dopo una discussione attenta ed approfondita di tutti gli aspetti della vicenda umana e delle informazioni contenute nel dossier sulla situazione delle persone omosessuali in Albania che abbiamo presentato" sottolinea D’Arragon.

L’Arcigay cita dei casi simili in altri paesi europei, come in Svezia, con la concessione dello status di rifugiato proprio sulla base del pericolo sociale a cui persone omosessuali sono esposte in Albania e non sulla base del quadro legale. Anche in Italia, in passato, alcuni giudici di pace hanno sospeso l’espulsione di clandestini omosessuali proprio sulla base di considerazioni di questo tipo.

(10 maggio 2007)

 

EP

IMMIGRAZIONE: FERRERO,NECESSARIA LEGGE SU LIBERTA’ RELIGIOSA

UE: TERRORISMO E IMMIGRAZIONE, MINISTRI G6 A VENEZIA CON USA