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Italia-Egitto, intesa sui migranti: più ingressi regolari e formazione per lavorare nelle aziende italiane

Roma, 3 settembre 2026 – Rafforzare i canali di ingresso regolare in Italia e, parallelamente, ridurre i flussi migratori irregolari attraverso una più stretta collaborazione tra Roma e Il Cairo. È uno degli obiettivi dell’intesa tra Italia ed Egitto annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la sua visita nella capitale egiziana.

Al suo arrivo all’aeroporto del Cairo, Tajani ha spiegato che il tema dell’immigrazione sarà sempre più centrale nei rapporti tra i due Paesi. Il ministro ha annunciato la firma di un accordo con il suo omologo egiziano finalizzato a favorire una diminuzione degli ingressi irregolari e, allo stesso tempo, un aumento dei migranti che potranno arrivare legalmente in Italia per essere inseriti nel mercato del lavoro dopo un adeguato percorso di formazione.

L’impostazione indicata dal governo italiano punta dunque a legare la gestione dei flussi migratori alle necessità occupazionali delle imprese. L’obiettivo è individuare e formare nei Paesi di origine lavoratori con competenze compatibili con quelle richieste dal sistema produttivo italiano, per poi consentirne l’ingresso attraverso percorsi regolari.

La cooperazione sulla migrazione rappresenta uno dei capitoli della visita di Tajani al Cairo, che comprende anche incontri politici ed economici di alto livello. Il ministro ha in programma colloqui con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e con il ministro degli Esteri Badr Abdelatty e partecipa alla commissione congiunta italo-egiziana. Nella delegazione italiana sono presenti anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone.

Proprio la presenza della titolare del Lavoro sottolinea il legame tra politiche migratorie, formazione professionale e domanda di manodopera. Tra gli obiettivi della cooperazione bilaterale figurano infatti lo sviluppo delle competenze e la creazione di opportunità per i giovani egiziani, anche attraverso percorsi che possano rispondere alla richiesta di lavoratori qualificati proveniente da alcuni comparti produttivi italiani.

Il modello si inserisce nella strategia italiana che punta a contrastare l’immigrazione irregolare non soltanto attraverso il controllo delle frontiere e la cooperazione con i Paesi di origine e transito, ma anche attraverso l’apertura di vie legali di accesso per motivi di lavoro. L’idea è offrire un’alternativa ai viaggi gestiti dalle organizzazioni criminali, creando percorsi di ingresso programmati e collegati a una formazione precedente alla partenza.

La collaborazione con l’Egitto assume inoltre un particolare rilievo per la posizione del Paese nel Mediterraneo e per il suo ruolo nei principali dossier regionali. Nei colloqui al Cairo vengono affrontati anche il contrasto alla tratta di esseri umani e all’immigrazione irregolare, oltre alle prospettive di una maggiore mobilità legale e professionale tra i due Paesi.

La missione ha anche una forte componente economica. Tajani partecipa a un forum imprenditoriale che vede la presenza di oltre cento aziende italiane e circa 600 partecipanti, con un migliaio di incontri bilaterali previsti tra imprese. Nel 2025 gli scambi commerciali tra Italia ed Egitto hanno raggiunto i 5,9 miliardi di euro, con una crescita dell’11,7%, mentre nei primi cinque mesi del 2026 è stato registrato un ulteriore aumento del 7,5%.

La nuova intesa sulla migrazione si colloca quindi all’interno di un rapporto bilaterale più ampio, nel quale cooperazione economica, formazione e gestione dei flussi diventano elementi strettamente collegati. Per il governo italiano la prospettiva è quella di sostituire progressivamente una parte dei movimenti irregolari con ingressi programmati, selezionati e accompagnati da percorsi formativi, cercando contemporaneamente di rispondere alla necessità di manodopera espressa dalle aziende italiane.

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