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Mattarella: «La scuola deve unire, non creare ghetti e barriere»

Roma, 22 settembre 2026 – La scuola come strumento di integrazione e coesione sociale, capace di abbattere le distanze anziché alimentarle. È il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amatrice, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico e nel decimo anniversario del terremoto che colpì il Centro Italia.

Nel suo intervento, il capo dello Stato ha richiamato il principio sancito dall’articolo 34 della Costituzione, secondo cui la scuola è aperta a tutti. Un passaggio accolto da un forte applauso e accompagnato da una riflessione sul ruolo che l’istruzione può svolgere nell’integrazione dei ragazzi provenienti da altri Paesi e dei giovani nati in Italia da famiglie immigrate.

Per Mattarella la scuola rappresenta una delle principali leve attraverso cui costruire una società più coesa. Gli istituti devono creare legami con le famiglie, contrastare isolamento e incomunicabilità e contribuire a evitare la formazione di comunità separate. L’obiettivo indicato dal presidente è quello di non creare «ghetti» né innalzare «barriere», facendo invece della scuola un luogo capace di unire.

Le parole del capo dello Stato arrivano mentre è in corso un acceso confronto politico sulle nuove misure annunciate dal governo in materia di studenti stranieri. L’esecutivo sta lavorando a un limite alla loro presenza nelle singole classi, con particolare riferimento agli alunni che non conoscono sufficientemente l’italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha motivato la proposta sostenendo che una forte concentrazione di bambini che non parlano italiano rischia di ostacolare, anziché favorire, l’integrazione.Mattarella non ha formulato nel discorso una valutazione tecnica sul provvedimento annunciato dal governo, ma ha posto l’accento sui principi che, a suo giudizio, devono guidare la comunità scolastica: apertura, integrazione, dialogo e coesione sociale.

Il presidente ha affrontato anche il tema della violenza negli istituti, richiamando gli episodi che hanno coinvolto insegnanti e studenti e sottolineando la responsabilità delle famiglie. In particolare ha ricordato l’importanza dell’alleanza educativa tra genitori e docenti, messa in discussione quando sono gli stessi adulti ad assumere comportamenti aggressivi nei confronti degli insegnanti.

Da Amatrice arriva dunque un richiamo alla funzione più ampia dell’istruzione pubblica: non soltanto trasmettere conoscenze, ma costruire legami e offrire alle nuove generazioni uno spazio comune nel quale differenze sociali, culturali e di provenienza possano convivere.

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