Roma, 13 maggio 2026 – Sono almeno 821 i migranti morti o dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale dall’inizio del 2026 al 9 maggio. A renderlo noto è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Oim, attraverso il suo ultimo aggiornamento pubblicato dalla missione in Libia. Il dato conferma ancora una volta la pericolosità di una delle rotte migratorie più letali al mondo, attraversata ogni anno da migliaia di persone nel tentativo di raggiungere l’Europa.
Secondo quanto riferito dall’agenzia delle Nazioni Unite, nello stesso periodo sono stati 6.070 i migranti intercettati in mare e riportati in Libia. Tra loro figurano 5.372 uomini, 430 donne, 109 bambini e 159 persone di genere non identificato. Numeri che fotografano la pressione continua sui flussi migratori nel Mediterraneo e il ruolo centrale delle operazioni di intercettazione nelle acque davanti alla Libia.
Il bilancio delle vittime e dei dispersi resta particolarmente grave perché riguarda solo i casi registrati ufficialmente. In molti naufragi, soprattutto quando non ci sono superstiti o segnalazioni tempestive, il numero reale delle persone scomparse potrebbe essere più alto. Le partenze dalla Libia continuano infatti ad avvenire spesso su imbarcazioni precarie, sovraccariche e inadatte ad affrontare la traversata.
La rotta del Mediterraneo centrale, che collega le coste del Nord Africa all’Italia e a Malta, rimane al centro delle preoccupazioni delle organizzazioni internazionali e umanitarie. Da anni l’Oim richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i canali di migrazione sicura e regolare, così come le operazioni di soccorso in mare, per evitare che il viaggio verso l’Europa continui a trasformarsi in una tragedia.
I dati diffusi dall’Oim arrivano in un momento in cui il tema della gestione dei flussi migratori resta al centro del dibattito europeo. Le cifre sui morti e dispersi nel Mediterraneo centrale mostrano però che, al di là delle politiche di controllo delle frontiere, l’emergenza umanitaria lungo questa rotta non si è fermata.


