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Migranti e Covid, il governo si è dimenticato di modificare i protocolli: cosa sta succedendo

Roma, 17 maggio 2022 – Nonostante lo stato di emergenza sia terminato dal 31 marzo 2022, a oggi ancora i soccorritori dei migranti in mare non hanno avuto disposizioni sul come comportarsi all’arrivo degli sbarchi. Durante la pandemia, infatti, per motivi di sicurezza, erano state istituite le navi quarantena. E nonostante ora la situazione sia molto diversa, sembra che il ministero dell’Interno non voglia modificare i protocolli. Questo nonostante il numero delle positività riscontrati sulle navi segua la curva della pandemia.

immigrati

Migranti e Covid, il governo si è dimenticato di modificare i protocolli

Gli incontri tra le Ong e il Viminale a riguardo sembrano essere stati inutili. Tra l’altro, da febbraio a questa parte è stata messa in atto una vera e propria discriminazione: i profughi che arrivano dall’Ucraina, infatti, non devono sottoporsi ad alcuna quarantena. I migranti provenienti dal mare, invece, sì. Prima di poter toccare il terreno italiano, infatti, gli stranieri in arrivo dal Nord Africa sono obbligati a trascorrere un periodo di 5 giorni a bordo delle navi quarantena, assistiti dal team della Croce rossa italiana. Finita la quarantena, poi, se risultano negativi, possono essere sbarcati e condotti nei centri.

E’ la stessa Croce Rossa a denunciare di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito a modifiche della procedura, e per questo la programmazione delle attività in vista dell’estate prosegue senza variazioni. “Non abbiamo informazioni per sapere cosa succederà durante la stagione estiva, se le navi verranno dismesse o meno, attendiamo notizie dalle autorità. Trattandosi di un’attività emergenziale si sviluppa in base alle indicazioni”, ha spiegato Francesca Basile, responsabile Migrazioni della Croce Rossa Italiana a Fanpage.it.

Nei mesi scorsi, poi, anche diverse associazioni e Ong hanno inviato una lettera-appello al ministero dell’Interno, chiedendo di porre fine al sistema delle navi quarantena. E di adottare “procedure che garantiscano la sicurezza, il diritto di asilo, la libertà personale e un’accoglienza degna delle persone in arrivo sul territorio italiano”.

migranti

La denuncia delle Ong

“Quello che come coordinamento di organizzazioni sappiamo rispetto alle navi quarantena è che c’è una proroga che va di mese in mese. Questo ci fa pensare che dal governo non c’è un’idea precisa e organica di come continuare su questo fronte. Anche se c’è stata una diminuzione effettiva dei tempi della quarantena a bordo, si tratta comunque di misure che privano le persone della libertà. Le costringono a trascorrere altro tempo in mezzo al mare, senza ricevere l’adeguata assistenza. Noi crediamo nel lavoro che sta facendo la Croce Rossa. Ma queste sono persone che non ricevono un trattamento equiparabile a quello che ricevono i migranti che arrivano via terra o via aereo.

C’è un’evidente disparità e una discriminazione, se si pensa che i profughi che stanno arrivando dall’Ucraina, giustamente, entrano con un semplice tampone. E poi sono liberi di muoversi sul territorio”, ha spiegato Valentina Brinis di Open Arms a Fanpage.it.

Quando sono diminuite le misure restrittive per il contenimento del virus pensavamo che un’analoga decisione sarebbe stata presa per le persone che arrivano dal mare. Per quanto riguarda il nostro lavoro, noi ong non ci occupiamo delle persone nel momento in cui sbarcano. Ma naturalmente abbiamo bisogno di sapere se c’è o meno una nave quarantena nelle vicinanze del luogo di approdo che ci viene assegnato. Perché questo potrebbe prolungare la permanenza a bordo delle nostre imbarcazioni dei migranti tratti in salvo. Non potendo far scendere le persone in un porto ci è successo di attendere la disponibilità di una nave quarantena. Questo determina un aumento del livello di stress delle persone e il clima a bordo diventa molto teso. 

Non si vuole gestire in maniera scientifica su questo fenomeno sociale, tutto viene gestito con una strategia emotiva. Per cui la presenza delle navi quarantena serve anche a dare l’idea che si sta combattendo ancora il virus. Trasmette un’idea di sicurezza, ha aggiunto inoltre.

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