Roma, 25 agosto 2025 – Prima missione e primo fermo per la nave Mediterranea, nuova imbarcazione dell’omonima ong. Dopo l’arrivo a Trapani sabato scorso, in seguito alla decisione di non raggiungere Genova come ordinato dal Viminale, l’imbarcazione è stata sottoposta a fermo amministrativo. La durata e l’entità della sanzione saranno stabilite dal prefetto nei prossimi cinque giorni.
La scelta di Trapani e la sicurezza a bordo
Il comandante Pavel Botica e il capomissione Beppe Caccia avevano chiesto la riassegnazione del porto di sbarco, sostenendo che le condizioni dei naufraghi non permettevano di proseguire fino a Genova. Le regole internazionali di sicurezza impongono infatti a Mediterranea di non superare le 200 miglia dal punto di soccorso. La decisione di dirigersi verso Trapani è stata presa per garantire la tutela dei passeggeri e dell’equipaggio. Al momento dello sbarco, uno dei minori soccorsi ha accusato un malore appena toccata terra.
Escalation di violenze in mare
Nei giorni scorsi la Mediterranea era stata circondata e seguita da unità libiche per oltre trenta ore. In parallelo, la nave Ocean Viking di Sos Méditerranée è stata attaccata da una motovedetta della Guardia costiera libica con raffiche di mitra sparate ad altezza d’uomo per circa venti minuti. L’imbarcazione è ora diretta a Siracusa per le riparazioni.
Le reazioni dell’ong
La presidente di Mediterranea, Laura Marmorale, ha definito il provvedimento “un atto ingiusto”, sottolineando la contraddizione tra le sanzioni rivolte alle ong e i rapporti di collaborazione che i governi europei mantengono con le autorità libiche. Anche il capomissione Beppe Caccia ha espresso preoccupazione per quello che considera “un clima di impunità” che favorirebbe le milizie attive nel Mediterraneo.


