Roma, 16 febbraio 2026 – Il tema dei flussi migratori irregolari è tornato al centro del confronto internazionale in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, con la partecipazione di circa cinquanta tra capi di Stato e di governo. Tra gli interventi anche quello del segretario di Stato americano Marco Rubio.
A margine dei lavori, il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha presieduto, insieme alla ministra dell’Interno britannica Yvette Cooper, la seconda tavola rotonda sul contrasto all’immigrazione irregolare, dopo quella organizzata lo scorso anno sempre a Monaco. Al confronto hanno preso parte i rappresentanti di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi e Norvegia, oltre all’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas.
Aprendo i lavori, Tajani ha ribadito che il contrasto all’immigrazione irregolare rappresenta una priorità anche di politica estera e va affrontato con un approccio integrato, fondato su prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti, nonché sul sostegno allo sviluppo economico nei Paesi di origine e di transito. In questo quadro è stato richiamato il Piano Mattei e valorizzato il ruolo del Processo di Roma, piattaforma lanciata dall’Italia nel 2023 per rafforzare la cooperazione tra Paesi di origine, transito e destinazione, contrastare le reti di trafficanti e promuovere percorsi legali di migrazione.
Secondo i dati diffusi, nel 2025 l’Italia si è confermata primo Paese di destinazione dei flussi migratori irregolari verso l’Unione europea, con circa 66.300 arrivi, dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (-0,5%) e in forte calo rispetto al 2023 (-57%). L’88% degli arrivi è avvenuto lungo la rotta libica, mentre il 7% ha interessato la rotta tunisina.
Sul fronte delle nazionalità, il Bangladesh si conferma primo Paese di provenienza, con un incremento del 41%. In aumento anche gli arrivi dal Corno d’Africa, in particolare da Eritrea (+251%) ed Etiopia (+71%), oltre che da Egitto (+108%) e Sudan (+95%). Nel complesso, gli arrivi irregolari nell’Unione europea nel 2025 risultano in calo del 26% rispetto all’anno precedente.
Il confronto di Monaco si inserisce in un quadro di rafforzata cooperazione tra Italia e Regno Unito sul dossier migratorio, con l’obiettivo dichiarato di coordinare misure operative e iniziative di sviluppo nei Paesi terzi per contenere le partenze e contrastare i trafficanti di esseri umani.