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Nuove regole su immigrazione e asilo nel decreto sicurezza in arrivo

Roma, 15 gennaio 2026 – Le bozze di un decreto legge e di un disegno di legge in materia di sicurezza, trasmesse dal Ministero dell’Interno a Palazzo Chigi, delineano un pacchetto ampio di interventi che il Governo Meloni valuta di discutere nei prossimi Consigli dei ministri. Tra i vari ambiti toccati, le misure che riguardano immigrazione e asilo rappresentano uno dei capitoli più rilevanti.

Trattenimento e procedure di espulsione

Per la prima volta dopo quasi trent’anni dall’istituzione dei Cpr, il decreto interviene in modo organico sulla detenzione amministrativa degli stranieri in posizione irregolare. L’obiettivo dichiarato è colmare un vuoto normativo evidenziato da una recente pronuncia della Corte costituzionale. Le bozze prevedono che il gratuito patrocinio non sia più automaticamente garantito nei procedimenti di opposizione all’espulsione e che, in caso di violazione reiterata dell’ordine di lasciare il territorio nazionale, il rimpatrio possa avvenire senza un nuovo provvedimento formale.

È inoltre previsto un rafforzamento dei poteri del Viminale per la realizzazione di strutture di accoglienza o trattenimento, con ampie deroghe alla normativa vigente. Nel complesso, le disposizioni sugli stranieri configurano un quadro di diritto speciale, distinto da quello ordinario.

Cooperazione obbligatoria e permanenza nei centri

Un altro punto centrale riguarda l’obbligo per i migranti trattenuti nei Cpr di cooperare all’identificazione, condizione ritenuta necessaria per accelerare le procedure di rimpatrio dei soggetti considerati pericolosi. Per i minori stranieri non accompagnati che raggiungono la maggiore età durante l’accoglienza, le bozze riducono la possibilità di permanenza nelle strutture fino ai 19 anni, rispetto ai 21 previsti dalla normativa precedente con autorizzazione del tribunale.

Ricongiungimenti e lavoro

Sul fronte dei ricongiungimenti familiari, il testo prospetta una differenziazione: procedure agevolate per i lavoratori migranti qualificati, mentre per gli altri si prevede una compressione delle possibilità di riunificazione. La misura si inserisce in una strategia che punta a selezionare i flussi in base a criteri di occupabilità.

Asilo e “paese terzo sicuro”

Il disegno di legge intende infine anticipare alcune norme europee non ancora in vigore, in particolare quelle sul paese terzo sicuro e sull’inammissibilità delle domande d’asilo. Le bozze parlano anche di una possibile riduzione del perimetro del controllo del giudice nella convalida del trattenimento, tema che tocca l’equilibrio tra poteri dello Stato e diritti fondamentali.

Nel loro insieme, le proposte segnano un rafforzamento dell’indirizzo esecutivo in materia migratoria, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficaci le procedure di controllo, trattenimento e rimpatrio, mentre il confronto politico e parlamentare definirà la portata finale delle misure.

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