Roma, 5 gennaio 2026 – SOS Méditerranée, con a bordo 33 migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale.
Lo sbarco è avvenuto intorno alle 6.30 del mattino, dopodiché sono iniziate le procedure di accoglienza e i controlli sanitari. Tra le persone sbarcate figurano anche minori non accompagnati, che saranno ora accolti in strutture della Liguria.
L’organizzazione umanitaria ha però lanciato una denuncia pubblica: «Abbiamo salvato 33 persone, ma ne avremmo potute salvare altre 135», ha scritto SOS Méditerranée sui social.
Secondo quanto riferito, il 31 dicembre l’equipaggio della Ocean Viking è intervenuto per il trasbordo di 33 persone rimaste per giorni sulla nave Maridive703. All’arrivo dei soccorritori, tuttavia, sarebbe stato comunicato che altre 75 persone erano già state riportate illegalmente in Tunisia.
Dopo quell’intervento, la Ocean Viking si è diretta verso un nuovo caso di emergenza segnalato da Alarm Phone: un gommone con 60 persone a bordo, fermo in mare in attesa di soccorso. «Quando ci siamo avvicinati – denuncia l’ONG – la Guardia Costiera libica ci ha intimato di allontanarci, costringendoci a interrompere l’operazione».
Un episodio che, secondo l’associazione, rappresenta una grave violazione del diritto marittimo internazionale. «Riportare le persone nei Paesi da cui fuggono è illegale – sottolinea SOS Méditerranée –. L’Europa dovrebbe essere garante della legalità, non complice silenziosa di ciò che accade ogni giorno nel Mediterraneo centrale».
L’approdo a Savona riaccende così il dibattito sulle operazioni di soccorso in mare, sui respingimenti e sul ruolo dell’Unione Europea in una delle rotte migratorie più letali al mondo, dove ogni intervento negato può tradursi in vite perdute.


