Roma, 20 febbraio 2026 – Si è riunito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Tavolo Caporalato in una composizione estesa che ha coinvolto, oltre alle istituzioni competenti, anche parti sociali, enti del Terzo Settore, enti religiosi civilmente riconosciuti e organizzazioni internazionali impegnate sui temi delle migrazioni e del lavoro. L’incontro segna l’avvio di un percorso che porterà alla definizione di una nuova strategia nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.
Il tema resta centrale nell’agenda istituzionale, sia per la tutela delle vittime sia per la salvaguardia della qualità e della trasparenza del lavoro in un comparto fondamentale per l’economia italiana. Lo sfruttamento lavorativo e le pratiche di caporalato, infatti, non solo ledono la dignità delle persone, ma alterano la concorrenza e compromettono la sostenibilità del sistema produttivo agricolo.
Strumenti rafforzati e nuove misure normative
La riunione si inserisce in un quadro normativo recentemente rafforzato. Tra le novità più significative vi è la stabilizzazione del Tavolo Caporalato, che supera i limiti temporali originariamente previsti alla sua istituzione e alle successive proroghe, consolidando così uno strumento permanente di coordinamento.
Particolarmente rilevante è l’istituzione, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di un Sistema informativo dedicato alla lotta contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Attraverso la condivisione strutturata di dati tra amministrazioni centrali e Regioni, il nuovo sistema consentirà una mappatura più precisa del fenomeno, permettendo di concentrare controlli e interventi nelle aree maggiormente esposte al rischio.
Sul fronte della tutela delle vittime, è stata inoltre introdotta nel Testo unico sull’Immigrazione una specifica tipologia di permesso di soggiorno per stranieri vittime di sfruttamento lavorativo. La misura consente non solo alla persona direttamente coinvolta, ma anche al suo nucleo familiare, di sottrarsi alla condizione di sfruttamento e avviare un percorso di reinserimento socio-lavorativo in condizioni di legalità e sicurezza.
Confronto sulle criticità e sulle sfide future
Durante l’incontro sono stati condivisi aggiornamenti sugli interventi già avviati sul territorio nazionale. Ampio spazio è stato dedicato al confronto sulle criticità ancora aperte e sulle sfide da affrontare con un approccio integrato.
La complessità del fenomeno richiede infatti una collaborazione strutturata tra istituzioni, forze sociali, enti territoriali e realtà del terzo settore. L’obiettivo comune è garantire condizioni di lavoro dignitose, prevenire lo sfruttamento e promuovere uno sviluppo agricolo fondato sulla legalità e sulla qualità dell’occupazione.
Verso una nuova strategia nazionale
Con la riunione si apre ufficialmente la fase di elaborazione della nuova strategia nazionale contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Il documento dovrà essere capace di leggere i mutamenti del contesto economico e sociale, adattando strumenti e interventi alle nuove dinamiche del settore.
La sfida è ambiziosa: rafforzare la cultura della legalità, mettere al centro la dignità del lavoro e mobilitare risorse e competenze per intensificare la lotta al caporalato. Un impegno che coinvolgerà tutti i soggetti del Tavolo e che punta a trasformare il contrasto allo sfruttamento da risposta emergenziale a politica strutturale e permanente.


