Roma e Madrid estendono per altri quindici giorni le verifiche sui collegamenti aerei e marittimi. Il Viminale: persistono le criticità legate alla situazione nell’exclave spagnola. Piantedosi annuncia anche nuovi Cpr e il rafforzamento dei rimpatri.
Roma, 1 ottobre 2026 – Italia e Spagna prorogano ancora i controlli alle rispettive frontiere, in un clima di tensione alimentato dalle conseguenze della crisi migratoria esplosa a Ceuta alla fine di luglio. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di mantenere per altri quindici giorni le verifiche sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna, dopo la riunione del Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere.
La misura italiana era stata introdotta circa due mesi fa, dopo il massiccio afflusso di migranti nell’exclave spagnola di Ceuta, sulla costa nordafricana. Secondo il Viminale, la situazione presenta ancora elementi di criticità tali da giustificare la prosecuzione temporanea dei controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen.
La risposta di Madrid non si è fatta attendere. Il governo spagnolo ha annunciato a sua volta altri quindici giorni di controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia, applicando il principio di reciprocità. Le verifiche spagnole, avviate l’8 agosto, interessano in particolare i cittadini di Paesi terzi che raggiungono la Spagna attraverso collegamenti marittimi e aerei dall’Italia.
La vicenda si inserisce in una fase particolarmente delicata per le politiche migratorie europee. In occasione del Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione europea, la Commissione dovrebbe presentare un piano dedicato alla gestione di eventuali arrivi irregolari improvvisi e su larga scala. Piantedosi ha indicato tra gli obiettivi il rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri, delle frontiere esterne dell’Unione, della lotta alle reti di trafficanti e delle politiche di rimpatrio.
Parallelamente, il governo italiano punta ad ampliare la capacità dei Centri di permanenza per i rimpatri. Il ministro dell’Interno ha riferito che sono in corso interventi per ricavare altri 106 posti all’interno di strutture già operative in Sicilia, Sardegna e Lazio, mentre sono state avviate le procedure per realizzare sei nuovi centri: uno in Campania, Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna e due in Trentino-Alto Adige.
Secondo i dati forniti dal Viminale, nel corso del 2026 sono stati effettuati oltre 6.500 rimpatri, considerando sia quelli forzati sia quelli volontari assistiti. Il ministero prevede inoltre l’assunzione straordinaria di 500 operatori di polizia destinati alle attività di prevenzione dell’immigrazione irregolare e al controllo delle frontiere.
Il confronto tra Roma e Madrid sui controlli temporanei mostra così come le conseguenze della crisi di Ceuta continuino a estendersi oltre i confini dell’exclave, entrando direttamente nel dibattito europeo sulla gestione delle frontiere, dell’accoglienza e dei rimpatri.


