Roma, 4 settembre 2026 – La scuola italiana è sempre più multiculturale. Nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati 931.323 gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti negli istituti del Paese, pari all’11,6% degli oltre 8 milioni di studenti complessivi. In pratica, quasi dodici ragazzi su cento frequentano le aule italiane senza avere la cittadinanza del Paese.
Il quadro emerge dai dati diffusi dalla Fondazione ISMU ETS, elaborati su fonte Istat e rilanciati dal portale Integrazione Migranti in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.
La presenza degli studenti con cittadinanza non italiana non è però uniforme nei diversi livelli di istruzione. La percentuale più elevata si registra nella scuola primaria, dove raggiunge il 13,7%. Seguono la scuola dell’infanzia con il 12,7% e la secondaria di primo grado con il 12,6%. Nelle scuole superiori la quota scende invece all’8,6%.
Un dato che conferma quanto la componente di origine migratoria sia ormai strutturale soprattutto tra le generazioni più giovani e come il sistema scolastico rappresenti uno dei principali luoghi nei quali si misura concretamente il processo di integrazione.
Le differenze diventano particolarmente evidenti quando si osservano le scelte compiute dopo la scuola media. Gli istituti tecnici rappresentano la destinazione principale per gli studenti stranieri: li sceglie circa il 40%, pari a circa 95mila iscritti. Nei professionali la quota arriva al 28%, contro il 15% registrato tra gli studenti italiani.
Rimane invece significativo il divario per quanto riguarda i licei. Se tra gli studenti italiani il 52% frequenta un percorso liceale, la percentuale scende al 31% tra gli studenti con background migratorio.
Differenze che si riflettono anche nelle prospettive dopo il diploma. Tra gli studenti delle superiori con cittadinanza non italiana, il 44,5% dichiara di voler proseguire gli studi all’università, mentre tra gli italiani la percentuale raggiunge il 57,8%. Il 24,6% degli studenti stranieri pensa invece di entrare direttamente nel mercato del lavoro.
Interessante anche il dato relativo alle aspettative sul futuro: soltanto il 37,9% degli studenti con cittadinanza non italiana immagina di costruire la propria vita in Italia.
La distribuzione territoriale resta fortemente concentrata nel Nord. Oltre il 65% degli studenti stranieri frequenta infatti scuole delle regioni settentrionali. La Lombardia è nettamente al primo posto e raccoglie da sola più di un quarto degli alunni con cittadinanza non italiana presenti nel Paese, seguita da Emilia-Romagna e Veneto.
I numeri raccontano quindi una trasformazione già avanzata della popolazione scolastica italiana. Accanto alla crescita quantitativa, resta però aperta la questione delle opportunità formative: la minore presenza nei licei e la più ridotta propensione verso l’università indicano come origine familiare, condizioni economiche e percorsi di integrazione possano ancora incidere sulle scelte educative.
La scuola si conferma così uno dei principali laboratori dell’Italia che cambia: un luogo nel quale la presenza delle nuove generazioni con background migratorio non rappresenta più un fenomeno marginale, ma una componente stabile destinata ad avere un peso crescente nella società italiana dei prossimi anni.


