Roma, 22 gennaio 2026 – Per anni l’Europa ha affrontato il tema della migrazione senza una strategia comune, lasciando soli i Paesi di primo ingresso e alimentando un dibattito politico divisivo. Un approccio che, secondo Salvatore De Meo, non ha prodotto più umanità, ma più caos. È quanto ha affermato l’europarlamentare di Forza Italia intervenendo in plenaria sul tema del ripristino del controllo della migrazione.
De Meo, membro della Commissione Sicurezza e difesa, ha sottolineato come l’assenza di controllo non favorisca l’integrazione, ma apra invece la strada a illegalità, sfruttamento e insicurezza, con effetti negativi sia per i cittadini europei sia per gli stessi migranti. “Quando manca il controllo – ha spiegato – non c’è integrazione”.
Al centro dell’intervento, la necessità di un sistema di asilo serio, fondato su un principio di giustizia chiaro e condiviso: chi ha diritto deve essere accolto e integrato, mentre chi non lo ha deve essere rimpatriato in modo rapido ed efficace. Una distinzione netta, che secondo De Meo rappresenta la base per una politica migratoria credibile e sostenibile.
L’eurodeputato ha poi evidenziato come, negli ultimi anni, qualcosa stia cambiando. In questo percorso, l’Italia avrebbe avuto un ruolo di apripista, contribuendo a mettere in discussione tabù che per troppo tempo hanno paralizzato l’azione europea. Un cambio di passo orientato a un approccio pragmatico, concreto e orientato ai risultati, lontano dagli slogan.
“Governare la migrazione – ha ribadito – significa assumersi responsabilità, non rifugiarsi nell’immobilismo mascherato da buone intenzioni”. Per De Meo, sostenere il controllo della migrazione non equivale a chiudere l’Europa, ma al contrario ad aprirla a un’integrazione più giusta e responsabile, capace di garantire sicurezza ai cittadini e dignità a chi sceglie davvero di diventare parte delle nostre comunità.
Un messaggio che rilancia il dibattito europeo su sicurezza, integrazione e responsabilità condivisa, indicando nella governance dei flussi migratori una delle sfide centrali per il futuro dell’Unione.


