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Tunisia e Ue, Perrone: “Non deleghiamo a Tunisi la gestione dei migranti”

Roma, 6 maggio 2026 – L’Unione europea non intende affidare alla Tunisia la gestione della migrazione irregolare “per conto dell’Europa”. A chiarirlo è stato l’ambasciatore dell’Ue a Tunisi, Giuseppe Perrone, intervenuto in occasione di una conferenza dedicata al partenariato tra Bruxelles e il Paese nordafricano, nel quadro delle celebrazioni per la Giornata dell’Europa.

Il diplomatico ha respinto l’idea che la Tunisia possa diventare una piattaforma esternalizzata per il controllo dei flussi migratori diretti verso l’Europa. Secondo Perrone, il rapporto tra Tunisi e Bruxelles deve basarsi su una convergenza di interessi, non su una delega di responsabilità. Al centro della cooperazione restano il contrasto alle reti dei trafficanti, la lotta contro la migrazione irregolare e la protezione dei migranti e dei rifugiati.

Perrone ha anche sottolineato che la migrazione può rappresentare un fenomeno positivo, a condizione che avvenga attraverso canali legali e regolati. In questa prospettiva, l’Unione europea punta a rafforzare i percorsi di mobilità regolare, anche attraverso strumenti come i partenariati per i talenti, pensati per favorire ingressi legali in settori di interesse comune.

L’ambasciatore ha inoltre escluso la creazione di “return hub”, cioè centri di ritorno per migranti, sul territorio tunisino. La riflessione europea, ha precisato, riguarda piuttosto il concetto di “Paesi sicuri”, non l’apertura di strutture per la gestione dei rimpatri in Tunisia.

Le dichiarazioni arrivano in una fase delicata dei rapporti tra Tunisia e Unione europea, dopo il memorandum d’intesa firmato nel luglio 2023, che comprende cooperazione economica, sostegno macrofinanziario, transizione energetica, migrazione e contatti tra le popolazioni. La questione migratoria resta uno dei punti più sensibili: da un lato l’Europa cerca di ridurre le partenze lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dall’altro Tunisi vuole evitare di essere percepita come il presidio avanzato delle frontiere europee.

Durante l’incontro è stata presentata anche una piattaforma digitale dedicata ai programmi europei in Tunisia. Secondo i dati diffusi dalla delegazione Ue, il portafoglio dei progetti europei nel Paese ammonta a circa 1,35 miliardi di euro, includendo anche finanziamenti delle banche europee. Nel Paese sarebbero inoltre presenti circa 3.500 imprese europee, con un impatto occupazionale stimato in circa 480 mila posti di lavoro.

Il messaggio di Bruxelles appare quindi duplice: rafforzare la cooperazione con Tunisi sui dossier migratori, ma senza trasformare la Tunisia in un centro di gestione per conto dell’Europa. Una distinzione politicamente rilevante, soprattutto in un contesto in cui il tema dell’esternalizzazione delle frontiere continua ad alimentare forti tensioni nel dibattito mediterraneo.

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