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I cartelli anti ladro del sindaco leghista? In romeno, albanese e arabo…

Il primo cittadino di Arcade ha riempito il suo paese di telecamere. E di avvisi per le “etnie che più colpiscono oggi”

 

Arcade (Treviso) – 25 gennaio 2016 – “Se vado in un Paese straniero e vedo una scritta in italiano fra tante scritte in una lingua che non comprendo, la leggo immediatamente. Ho applicato lo stesso meccanismo…”

Per Domenico Presti, sindaco leghista di Arcade, comunicazione e sicurezza vanno di pari passo. Il suo paesino di quattromila anime in provincia di Treviso è sorvegliato 24 ore su 24 da una trentina di telecamere. Piazza, cimitero, strade, scuole… non c’è angolo che sfugga ai loro obiettivi, ma come far desistere i malintenzionati ancora prima che entrino in azione?

Così il primo cittadino ora va fiero anche dei cartelli fatti piazzare all’ingresso di Arcade. Dicono: “Comune videosorvegliato” e sono tradotti in inglese, francese, romeno, albanese e arabo. Se le prime due lingue sono ormai uno standard, le ultime tre fanno più scalpore. Servono infatti, parole sue, ad “avvisare le etnie che più colpiscono oggi: romeni e albanesi che sono pendolari dei furti, e poi una parte degli arabi”.

Presti fa finta di non sapere che la sovrapposizione tra crimini ed etnie è razzismo da manuale. Probabilmente preferisce i manuali di storia: siamo a due chilometri dal Piave, quello del “non passa lo straniero”. Se poi passa, evidentemente, è un ladro da informare. 

EP

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