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“Un autobus per noi, uno per i rom”. La giunta di sinistra propone l’apartheid

La linea 69 collega Borgaro e Torino e ferma anche davanti a un campo nomadi. I passeggeri denuciano molestie e furti, quindi  il Comune vorrebbe sdoppiarla: "Non è razzismo"

Torino 24 ottobre 2014 – "Servono due linee di autobus, una per noi e una per loro" dice Claudio Gambino, sindaco Pd di Borgare, appena fuori Torino. Luigi Spinelli, assessore ai trasporti in quota Sel, concorda: "È la soluzione migliore per tutti".

"Loro" sono gli abitanti del campo nomadi, "noi" tutti gli altri.

L'inedito apartheid in salsa di centrosinistra dovrebbe nascere sul bus 69, che collega il paese con il capoluogo e ferma anche vicino al campo. Ovvio che lo prendano anche molti rom, ma da anni gli altri passeggeri denunciano di essere vittime di molestie, furti e rapine.

Dopo polemiche, raccolte firme e proteste su facebook, e dopo aver provato per un paio di settimane anche a mandare i vigili a bordo, l'amministrazione comunale ora vuole sdoppiare la linea. Un 69 dovrebbe fare il solito tragitto, un 69 "bis" fermare solo al campo nomadi.

"Non è razzismo -insistono Gambino e i suoi – è soltanto un modo per risolvere un problema che va avanti da troppo tempo".

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