Incontro con le autorità di Bucarest. "Altri finanziamenti solo se la situazione si stabilizza"
ROMA – “Bisogna avere il coraggio di dire all’opinione pubblica che i 140mila rom presenti in Italia si possono integrare”.
Cosi’ il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero concludeva all’inizio di settembre il suo colloquio con il vicesegretario generale del Consiglio d’Europa, Maud De Boer Bouquichio. Oggi è tornato a discutere del grado di integrazione delle comunità rom in Italia nell’ambito di un incontro con rappresentanti del Governo romeno, tra cui il Segretario di Stato e il presidente dell’Agenzia nazionale rumena per i rom, Gruia Bumbu. La delegazione ha visitato diverse città italiane proprio per conoscere le condizioni di vita della popolazione nomade.
Ferrero ha puntato da tempo sul lavoro congiunto in tema rom insieme ai sindaci di numerose città italiane e l’intenzione di adoperarsi per rendere possibile una vera integrazione è rimasta la stessa, ma i toni sono cambiati. “Se l’obiettivo è la piena integrazione dei rom – ha detto oggi il ministro – è assolutamente indispensabile che il loro afflusso in Italia venga limitato e che si possa quindi intervenire in maniera efficace nei confronti dei rom che già risiedono nel nostro Paese. Occorre quindi che il Governo rumeno collabori strettamente con quello italiano per costruire un quadro realistico di interventi, a partire proprio da uno sforzo congiunto inteso a stabilizzare e regolare la presenza di queste comunità in Italia”.
Di fronte alle preoccupazioni del ministro la delegazione romena si è mostrata disponibile a dare vita ad un’azione a ‘quattro mani’ sin dall’immediato futuro. E’ stata decisa la costituzione di un Gruppo di Lavoro tra Ministero della Solidarietà Sociale, Agenzia nazionale rumena per i rom e Governo rumeno. Entro la fine di ottobre verrà fissato un incontro di verifica, questa volta a Bucarest.
“Oggi si è aperto un lavoro concreto – ha concluso il Ministro Ferrero – per affrontare su un piano bilaterale questo nodo che non può essere risolto affrontandolo soltanto o in Italia o in Romania. Solo nel quadro di una situazione stabilizzata gli interventi finanziari in futuro potranno essere aumentati e si potrà accrescere la loro efficacia”.
(25 settembre 2007)


