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Obama e la forza delle differenze

Il presidente Usa a Londra: “La nostra potenza è figlia di un variegato patrimonio culturale. Cittadino è chi crede in un sistema di ideali”

 

Roma – 26 maggio 2011 – Uomini e donne di culture incredibilmente diverse che si riconoscono nello stesso sistema di ideali. E per questo possono dirsi cittadini dello stesso Paese.

È questa, secondo Barack Obama, la forza di Stati Uniti e Gran Bretagna, potenze mondiali rese grandi dall’immigrazione e dal confronto, anche difficile, tra differenze. Il presidente americano lo ha detto ieri a Londra, di fronte ai membri del parlamento britannico. Ecco un estratto del suo discorso:

“C’è una particolarità che a mio avviso rende gli Stati Uniti e il Regno Unito indispensabile a questo momento della storia. Ed è così che ci definiamo come nazioni”.

“A differenza della maggior parte dei Paesi del mondo , noi non definiamo la cittadinanza in base alla razza o all’origine etnica. Essere americano o inglese non consiste nell’appartenere a un determinato gruppo; consiste nel credere in un sistema di ideali: i diritti dell’individuo, lo stato di diritto. Per questo motivo abbiamo un’incredibile molteplicità di culture all’interno dei nostri confini. Questa è la ragione per cui ci sono persone in tutto il mondo che in questo momento credono che, se vengono in America, se vengono a New York, se vengono a Londra, se lavorano duro, possono giurare fedeltà alla nostra bandiera e chiamarsi americani; se vengono in Inghilterra, possono farsi una nuova vita e cantare God Save The Queen come qualsiasi altro cittadino”.

“Sì, la nostra molteplicità di culture può causare tensioni. E per tutta la nostra storia ci sono stati dibattiti accesi su immigrazione e assimilazione in entrambi i nostri paesi. Ma, anche se questi dibattiti possono essere difficili, fondamentalmente noi riconosciamo che il nostro variegato patrimonio culturale (patchwork heritage) rappresenta una forza enorme;  che in un mondo che diventerà sempre più piccolo e interconnesso, l’esempio delle nostre due nazioni dice che è possibile per le persone essere unite dai loro ideali, anziché divise dalle loro differenze; che è possibile che i cuori cambino e gli antichi odi si superino: che è possibile per i figli e le figlie di ex colonie sedere qui come membri di questo grande Parlamento, e per il nipote di un keniota che ha prestato servizio come cuoco nell’esercito britannico, essere qui in piedi davanti a voi come presidente degli Stati Uniti”.

“Questo è ciò che ci definisce. Ecco perché i giovani e le donne per le strade di Damasco e del Cairo ancora combattono per acquisire i diritti di cui godono i nostri cittadini, anche se a volte non concordano con le nostre politiche. In quanto due delle nazioni più potenti nella storia del mondo, dobbiamo sempre ricordare che la vera sorgente della nostra influenza non è stata solo la dimensione delle nostre economie, o la portata delle nostre forze armate, o la terra che abbiamo conquistato. Sono stati i valori che non dobbiamo mai smettere di difendere in tutto il mondo. – l’idea che tutti gli esseri sono dotati dal Creatore di diritti certi, che non possono essere negati”.

Leggi il discorso integrale di Obama in inglese

Circolare Ministero dell’Interno Prot. n. 3958 del 24 maggio 2011

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